Ercolano al voto, tutti sul «carro» di Garzia: armistizio Pd-M5S-Buonajuto
ELEZIONI
25 aprile 2026
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Ercolano al voto, tutti sul «carro» di Garzia: armistizio Pd-M5S-Buonajuto

La leader dem ha già vinto lo scontro interno: parte favorita. Incognita Sabbarese. Il centrodestra spaccato in tre tronconi
Alberto Dortucci

Ercolano. Il «fascino traditore» delle urne può regalare sempre sorprese e colpi di scena, ma sulla carta (e prima dell’inizio della campagna elettorale) l’esito della corsa alle urne all’ombra del Vesuvio non sembra lasciare spazio a dubbi: Antonietta Garzia – l’ex capogruppo del Pd in consiglio comunale, sostenuta da un campo «larghissimo» di otto liste – parte con tutti i favori del pronostico per raccogliere la (pesante) eredità di Ciro Buonajuto, lo storico pupillo dell’ex premier Matteo Renzi volato in Regione Campania. La tenace avvocato con una passione per la politica coltivata già in tenera età – all’epoca del sindaco Nino Daniele fu l’assessore più giovane della giunta – dovrà superare le «resistenze» di quattro avversari: il civico Piero Sabbarese – l’ex segretario cittadino del Pd e poi di Azione si è presentato con tre liste composte in larga parte da giovani – l’ex vicesindaco Luigi Fiengo, il forzista Nicola Abete e Luciano Schifone.

Tutti sul carro

D’altronde, Antonietta Garzia la sfida più complicata l’ha già vinta. Al termine di un lungo braccio di ferro, l’ex capogruppo è uscita vincitrice dalle «primarie» interne ai dem, vincendo la resistenza di nomi di primo piano dello scenario politico locale – a partire dal segretario cittadino Antonello Cozzolino fino agli ex assessori Carmela Saulino e Giocchino Acampora – e riuscendo a mantenere salda l’unità dello schieramento. Nel campo «larghissimo» di Antonietta Garzia sono, infatti, confluiti il M5S – pronto, a differenza di quanto accaduto a Portici, a sotterrare l’ascia di guerra ufficialmente per replicare il modello risultato vincente in Regione Campania e ufficiosamente per provare a rientrare in consiglio comunale dopo 8 anni di presenza solo sui social – e il «nemico» Ciro Buonajuto, regista della lista di Casa Riformista. Insomma, in caso di vittoria, i veri problemi per Antonietta Garzia potrebbero cominciare solo dopo la corsa alle urne.

I guastafeste

A provare a mettere i bastoni tra le ruote al «carro» a trazione Pd-M5S sarà la coalizione civica guidata da Piero Sabbarese. L’ex consigliere comunale – insieme al collega uscente Ciro Santoro – ha già iniziato a evidenziare tutte le contraddizioni di uno schieramento nato (all’epoca della mozione di sfiducia) come «alternativo» a Ciro Buonajuto & company per poi finire a ricalcare le stesse orme e modalità d’azione.

Centrodestra allo sbando

In uno scenario complessivo già sbilanciato – come, d’altronde, tradizione nella città degli Scavi – dalla parte del centrosinistra, i partiti di centrodestra ci hanno messo sicuramente del proprio per rendere ancora più impari la sfida del voto: sono, infatti, tre i candidati alla fascia tricolore del centrodestra. Si parte dal veterano Nicola Abete – schierato all’ultimo secondo da Forza Italia – e da Luciano Schifone con Fratelli d’Italia per arrivare all’ex vicesindaco Luigi Fiengo, sostenuto da tre liste (Udc, Noi Moderati e Lega). Una vera e propria disgregazione che rischia di lasciare fuori dal consiglio comunali i simboli dei partiti oggi al governo della nazione.

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