Langella: «C’è un piano contro la Juve Stabia»
L'EX PRESIDENTE
27 aprile 2026
L'EX PRESIDENTE

Langella: «C’è un piano contro la Juve Stabia»

L'ex numero uno prende le distanze dagli sviluppi societari
Fabio Somma

In un clima di crescente tensione e incertezza sul futuro delle “Vespe”, Andrea Langella decide di uscire allo scoperto. L’ex numero uno della Juve Stabia, finito nel mirino di una parte della tifoseria a seguito delle recenti e turbolente evoluzioni della proprietà, ha affidato a una nota ufficiale un duro sfogo, volto a rispedire al mittente le accuse e a rivendicare la bontà del proprio operato.

 

Il dolore per le accuse

Langella non nasconde l’amarezza per il clima d’odio respirato in città negli ultimi giorni: «Quanto ho avuto modo di vedere in questi giorni a Castellammare mi ha ferito oltre che turbato perché non riesco in alcun modo a capire come il mio nome possa essere accostato alle attuali vicende della Juve Stabia». Un accostamento che l’ex presidente definisce incomprensibile, alla luce dei risultati sportivi e finanziari ottenuti durante la sua gestione: «Credo sia addirittura superfluo ricordare cosa ho fatto per questa società nel corso degli ultimi anni, risollevandola dall’inferno della Serie C e portandola a disputare la semifinale play off per la Serie A».

 

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La difesa della cessione a Brera Holding

Il punto nodale della questione riguarda il passaggio di consegne che ha dato il via al valzer delle proprietà. Langella difende con forza la scelta dei suoi successori originari, sottolineando come il deal non sia stato frutto di una decisione frettolosa: «Il mio impegno si è concluso attraverso la cessione alla Brera Holding che, ci tengo a sottolinearlo, non è andata in porto da un giorno all’altro ma al termine di una lunga trattativa che mi ha dato modo di verificare la solvibilità dell’acquirente che ha rilevato la maggioranza delle quote in tre step mostrando così, a più riprese, di avere le carte in regola per diventare proprietaria della società».

 

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La ricostruzione

Secondo l’ex patron, l’operazione era finalizzata esclusivamente alla protezione del titolo sportivo: «Dunque, oltre al mio personale impegno durato tanti anni e che mi ha portato a investire ingenti somme di denaro nella Juve Stabia, ho garantito continuità aziendale al club attraverso la cessione a Brera Holding, che ha immesso le risorse necessarie per proseguire l’attività sportiva».

 

Il “muro” contro Solmate

Langella marca poi una linea netta di separazione rispetto agli eventi più recenti e all’ingresso in scena di nuovi attori: «Quanto accaduto successivamente con l’avvento di Solmate e quanto sta accadendo in queste settimane non ha alcuna attinenza con il sottoscritto, che non può essere certamente chiamato in causa per vicende che non lo riguardano e soprattutto non può essere additato con epiteti infamanti».

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L’appello alla città e il sospetto del “piano”

In chiusura, l’ex presidente lancia un monito alla parte sana della piazza, paventando il rischio di manovre oscure volte a danneggiare il patrimonio calcistico cittadino: «Sono certo che la Castellammare perbene e tifosa delle Vespe riconosce la trasparenza del mio operato. Temo invece che alcune persone stiano gettando benzina sul fuoco per alimentare ulteriore confusione e ordire un piano finalizzato a far ripartire la società da categorie inferiori».