Leone XIV a Pompei. Il vescovo: «Il Papa è pellegrino di pace»
Il programma è definito, la macchina organizzativa è in moto e le parole dell’arcivescovo tracciano già il senso profondo dell’evento:…
In occasione del secondo centenario dell’incoronazione della “Regina” del Gesù Vecchio (1826-2026), la città ospita il convegno “Tota pulchra”. L’incontro si presenta come un appuntamento di profonda spiritualità e riflessione, in vista della storica visita di Papa Leone XIV, attesa l’8 maggio.
L’evento si terrà venerdì 1° maggio 2026 alle ore 18:00, presso la Basilica-Santuario del Gesù Vecchio. In questo luogo, s’intende onorare una delle immagini più care ai fedeli, ripercorrendo il legame tra Napoli e la Vergine.
Leone XIV a Pompei. Il vescovo: «Il Papa è pellegrino di pace»
Il programma è definito, la macchina organizzativa è in moto e le parole dell’arcivescovo tracciano già il senso profondo dell’evento:…
Il Programma
I lavori saranno aperti dai saluti del Rettore, Monsignor Pasquale Di Luca. Seguiranno tre relazioni curate dai professori Francesco Asti, Giuseppe Falanga e da Monsignor Raffaele Galdiero. Quest’ultimo esplorerà i temi della regalità mariana, della bellezza spirituale e della pietà popolare, intesa come fenomeno vivo e attuale. Le conclusioni saranno affidate al Cardinale Crescenzio Sepe. Al termine della serata sarà inaugurata la mostra celebrativa “Corona Aurea” presso il salone della Basilica.
L’Anniversario
Il Convegno celebra il rapporto viscerale tra Napoli e l’Immacolata del Venerabile Placido Baccher. Il rapporto, simboleggiato dall’obelisco di Piazza del Gesù Nuovo, è rafforzato dalle sedici parrocchie dell’Arcidiocesi dedicate al titolo mariano. Il centro di devozione principale resta il Gesù Vecchio, dove migliaia di pellegrini si radunano ogni 11 del mese e nel cosiddetto “sabato privilegiato”.
Questa fede affonda le radici nella missione del Venerabile Placido Baccher (1781-1851). Sopravvissuto miracolosamente alla prigionia del 1799 grazie a una visione della Vergine, il sacerdote dedicò la vita al restauro del tempio, che rischiava di essere trasformato in un teatro. Vi fece installare la statua dell’Immacolata, opera di Nicola Ingaldi, scolpita secondo le sembianze apparsegli in sogno. L’iniziativa onora oggi la memoria di un uomo che ha saputo trasformare un’antica chiesa in un polo mariano di rilievo internazionale, capace di unire ogni strato sociale sotto la protezione della “gran Signora”.
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religione