«Pornostar nelle liste»: a Ercolano i post sessisti del M5S imbarazzano Garzia e il campo largo
Ercolano. «Nel 1987 venne eletta la prima pornostar in Parlamento. La storia forse si potrebbe ripetere: non in Parlamento, ma a Ercolano». È un post pubblicato su Facebook dal vice coordinatore locale del M5S a innescare la miccia della campagna elettorale per il voto del 24 e 25 maggio.
Un affondo dai toni già espliciti, accentuati nelle successive righe: «Non sarete mai persone serie e credibili, abbiate rispetto per Ercolano». Concetti pesanti come macigni, ma che non restano isolate.
Nei commenti, lo stesso esponente pentastellato rincara la dose con allusioni e battute, tra riferimenti a «set cinematografici» e giochi di parole sul voto.
Una deriva che trova sponda perfino nella segretaria cittadina del M5S, Loredana Gargiulo, che interviene definendo «impresentabili» alcune liste in campo.
A chiudere il cerchio, la reazione con emoticon di risata della pagina ufficiale del M5S di Ercolano. Non propriamente il migliore dei biglietti da visita da presentare agli «alleati» del campo largo con cui era stato firmato un armistizio elettorale dopo anni di guerre.
La replica a muso duro
Il caso esplode rapidamente sui social, con la dura presa di posizione di Piero Sabbarese, candidato sindaco sostenuto da tre liste civiche: «Benvenuti nel Medioevo – scrive l’ex consigliere comunale d’opposizione – sono commenti che ci riportano indietro, dove il giudizio si sposta sull’aspetto o sul privato delle persone».
L’appello a Garzia
Sulla stessa linea anche l’appello di alcune candidate al consiglio comunale, che si rivolgono alla candidata alla fascia tricolore del Pd, Antonietta Garzia, alleata proprio con il M5S: «Questa è la prima vera occasione per dimostrare cosa significa leadership. Il rispetto non è opzionale. Ora servono fatti». Un invito esplicito a prendere posizione e a intervenire all’interno della coalizione.
L’imbarazzo del campo largo
La vicenda, inevitabilmente, crea imbarazzo nel «campo largo», dove – insieme a Pd e M5S – convivono altre sei liste. Ma, almeno finora, da Antonietta Garzia e dal senatore pentastellato Alessandro Caramiello – garante del «patto per la legalità» firmato la scorsa settimana – non arrivano reazioni ufficiali.
Il goffo dietrofront
Nel tentativo di spegnere le polemiche è solo il M5S di Ercolano a provare a correggere il tiro: prima attraverso la rimozione del post e poi con una nota firmata dalla stessa Loredana Gargiulo, non candidata con la lista del M5S ma «in odore» di assessorato in caso di vittoria elettorale del campo largo.
Un dietrofront più difensivo che chiarificatore. Il post incriminato, si legge, «aveva l’intenzione di sottolineare con fare ironico» alcune scelte degli avversari.
Da qui la linea della «mistificazione» e l’annuncio di possibili diffide, una strada «cara» al M5S. Ma la «frittata» è ormai fatta. In una campagna elettorale che muove i primi passi, i veleni social rischiano di lasciare strascichi pesanti trasformando il confronto politico in uno scontro personale e divisivo. Con buona pace dei «patti per la legalità».
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