Incidente sul lavoro: tre manovali di Pomigliano estratti vivi dalle macerie
SICUREZZA SUL LAVORO
27 aprile 2026
SICUREZZA SUL LAVORO

Incidente sul lavoro: tre manovali di Pomigliano estratti vivi dalle macerie

Stavano lavorando alla ristrutturazione di un immobile
Vincenzo Lamberti

Federcepicostruzioni richiama l’urgenza di una svolta concreta nel settore delle costruzioni in vista della Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro di domani. «Non possiamo accompagnare questa Giornata, anche quest’anno, soltanto con l’ennesimo bollettino di vittime – commenta il presidente nazionale di Federcepicostruzioni, Antonio Lombardi – La sicurezza va resa quotidiana, reale, verificabile». Particolare attenzione merita la Campania, dove il quadro resta motivo di forte allarme.

Se sul totale delle denunce il Sud appare complessivamente stabile, la regione segnala uno degli aumenti più marcati degli infortuni in itinere, pari al +14,2% rispetto al 2024, un dato che la colloca tra i peggiori incrementi territoriali del Paese.

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Sempre nel 2025, la Campania risulta inoltre tra le regioni con il maggior numero di vittime complessive sul lavoro. In vetta insieme a Lombardia, Veneto, Sicilia, Emilia-Romagna, Piemonte e Lazio.

Ancora più significativo è il dato di incidenza. A fine 2025 la Campania rientra tra le regioni in “zona rossa”. Con un’incidenza dei morti sul lavoro superiore di oltre il 25% rispetto alla media nazionale, fissata in 33,3 decessi per milione di lavoratori.

È un indicatore che segnala non solo la gravità numerica del fenomeno, ma anche una vulnerabilità strutturale del tessuto produttivo e organizzativo. Un dato che nell’edilizia trova una delle sue manifestazioni più critiche.

«Il dato della Campania ci impone una riflessione ancora più severa», osserva ancora il presidente Lombardi. «Quando una regione si colloca tra quelle con più vittime e con un’incidenza superiore alla media nazionale, non basta indignarsi: bisogna intervenire su organizzazione del lavoro, controlli, formazione, qualificazione delle imprese e tecnologie di prevenzione, soprattutto nei cantieri, dove il rischio continua a essere altissimo».

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Ieri, infatti, l’ennesimo episodio che solo per un caso non si è trasformato in tragedia. Tre uomini, originari di Pomigliano d’Arco, sono rimasti feriti a San Felice a Cancello nel crollo del solaio di una palazzina in fase di ristrutturazione. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Caserta (distaccamenti di Aversa e Marcianise), che hanno immediatamente soccorso i primi due uomini, poi trasportati in ospedale, mentre il terzo, rimasto bloccato sotto le macerie, è stato estratto dalle squadre Usar (Urban Search and Rescue), specializzate nella ricerca e nel soccorso in scenari di crollo, e poi portato in ospedale in condizioni gravi. La palazzina è stata sequestrata. Sembra che i tre stessero effettuando dei lavori.

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Dell’episodio, ha parlato anche il sindacato: “Un altro grave incidente sul lavoro, questa volta a S.Felice a Cancello, proprio alla vigilia della giornata dedicata alla sicurezza sul lavoro: questa mannaia va fermata”. Sono le parole usate da Giovanni Sgambati, segretario generale della Uil di Napoli e Campania. Ha commentato così la notizia dei tre operai feriti nel crollo di una palazzina in ristrutturazione in provincia di Caserta. “La Uil non arretra con la sua battaglia a sostegno della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Non bastano i protocolli, non bastano gli ispettori, serve riconoscere il reato di omicidio colposo sui luoghi di lavoro e insediare una procura speciale per ottenere giustizia. La Campania sta registrando un numero elevato di incidenti e morti sul lavoro. E’ uno dei territori più esposti a questo fenomeno. Qui più che mai non va abbassata la guardia” le parole dell’esponente sindacale.

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“In Italia si continua a morire di lavoro. Una strage quotidiana che troppo spesso non fa più notizia. Alla vigilia della Giornata Mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, è necessario ricordare che gli incidenti sul lavoro non sono fatalità. Le mancate scelte politiche di ieri e di oggi pesano sulla pelle di lavoratrici e lavoratori. La sicurezza non è un costo da ridurre, ma un diritto fondamentale da garantire. Il governo Meloni non affronta le vere cause degli incidenti, a partire dal sistema dei subappalti a cascata, che scarica responsabilità, abbassa tutele e mette a rischio la vita di lavoratrici e lavoratori”. E’ quanto afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni, presidente della Commissione di indagine sulle condizioni di lavoro, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro di Palazzo Madama.

 

“Bisogna fermare la precarietà, aumentare i controlli, investire davvero in prevenzione, formazione e sicurezza. Perché la sicurezza sul lavoro non può essere affidata al massimo ribasso. Ogni ritardo, ogni scelta sbagliata, si paga con la vita delle persone. Prima del profitto vengono le persone, la dignità del lavoro, la responsabilità delle imprese e il dovere delle istituzioni”. Sono le parole del senatore di Avs.