Vivaio Savoia, con Marasco un dna vincente
Il settore giovanile del Savoia corre, vince e guarda avanti: Antonio Marasco racconta radici, metodo e ambizione di un progetto nato per durare. La Juniores ha vinto il proprio girone nazionale, l’Under 18 resta in corsa per la finale regionale e il vivaio biancoscudato si conferma uno dei punti più vivi del nuovo corso. A raccontarne la crescita è Antonio Marasco, direttore tecnico, ex capitano storico del Savoia Calcio e uomo di campo dal passato importante, con esperienze anche in Serie A. L’origine del percorso ha una data precisa: «È un percorso nato lo scorso anno, precisamente il 22 ottobre 2024, quando sono stato chiamato da Lucio D’Avino e Nazario Matachione, che mi proposero di seguire la Juniores». Una chiamata accolta con entusiasmo, perché legata al territorio e a un progetto ambizioso: «Lavorare nel mio territorio è sempre qualcosa che mi stimola». Da quella base è nato un lavoro continuo, partito dalla Juniores arrivata nella scorsa stagione ai playoff e rilanciato quest’anno con un gruppo più strutturato. Il risultato è già scritto nel cammino stagionale: «I ragazzi hanno vinto il proprio girone nazionale e il 9 maggio affronteremo gli ottavi di finale contro una tra Martina Franca, Fasano e Reggina». Accanto a loro, l’Under 18 continua a spingere: «È in corsa per la finale regionale». Marasco insiste sulla natura del percorso: «È un lavoro iniziato senza sosta e che continua ancora oggi, con un’attenzione costante anche ai prospetti per il futuro».
Il direttore Marasco e la mission
Alla base c’è una società che ha scelto di dare una linea precisa al vivaio: «La società ha impostato un progetto chiaro sul settore giovanile, ponendo le basi non solo per crescere a livello di vivaio, ma anche per sostenere la prima squadra». Nella costruzione delle squadre Marasco non parte dal talento puro, ma dalla testa: «Quando si costruisce una squadra di giovani, la prima cosa da valutare è la mentalità. I ragazzi devono avere dentro la voglia di migliorarsi». Poi arrivano educazione e capacità di vivere il gruppo: «Io guardo prima di tutto l’educazione, non solo in campo ma anche fuori. Vogliamo calciatori mentalizzati, inseriti in un contesto sano». Il settore giovanile diventa così un ambiente di formazione completa: «Li accompagniamo in un percorso basato su educazione e rispetto». La qualità tecnica resta centrale, ma va letta in prospettiva: «Non bisogna fermarsi all’immediato: bisogna capire cosa possono diventare questi ragazzi». Per questo Marasco vede nel vivaio profili importanti: «Nelle nostre squadre ci sono giocatori che possono ambire alla prima squadra o anche a categorie professionistiche». In questo progetto conta anche la presenza di chi il calcio lo ha vissuto davvero: «La figura di chi ha vissuto il calcio è fondamentale». La sua esperienza diventa strumento di trasmissione quotidiana: «Chi ha avuto esperienza può trasmettere ai ragazzi non solo nozioni tecniche, ma anche vissuto, mentalità, esempi concreti». La scelta del Savoia nasce dal legame con Torre Annunziata e dalla convinzione che il territorio abbia risorse da valorizzare: «Ho scelto il progetto Savoia perché nel nostro territorio ci sono tanti ragazzi di valore». Marasco indica il rischio di disperdere giovani campani verso altri settori giovanili fuori regione e ribadisce: «Dobbiamo valorizzare ciò che abbiamo qui». Nel panorama campano, accanto a Napoli, Juve Stabia e Avellino, oggi inserisce anche il Savoia: «Io sono cresciuto con questa maglia e so cosa rappresenta per Torre Annunziata». Il discorso sul vivaio si intreccia con la prima squadra: «La prima squadra sta facendo un lavoro straordinario, frutto di grandi sacrifici da parte della società». Le difficoltà extracalcistiche, secondo Marasco, hanno rafforzato il gruppo: «Ho visto con i miei occhi quanto il gruppo si sia compattato, anche nei momenti più complessi». Un eventuale ritorno tra i professionisti avrebbe ricadute decisive anche per i giovani: «Rappresenterebbe soprattutto una rinascita per il Savoia». Per il settore giovanile significherebbe cambiare dimensione: «Sarebbe un’opportunità enorme, perché vorrebbe dire affacciarsi stabilmente a palcoscenici nazionali».
Il valore del Savoia
Quando parla di identità, Marasco non separa il presente dai ricordi: «Per me il Savoia significa tutto». Rivede oggi dinamiche simili a quelle vissute da calciatore: «Una squadra costruita con determinati obiettivi che è riuscita ad anticipare i tempi». Il legame con Torre Annunziata passa dalle immagini di una vita: «Sono nato a Torre Annunziata, ho giocato sui campi di terra e oggi vedo i ragazzi allenarsi su strutture moderne». Una storia personale che diventa appartenenza: «Per me è come avere questa maglia cucita addosso». Nel calcio cambiato, Marasco indica una strada precisa: «Dobbiamo riportare al centro la meritocrazia: chi merita deve giocare». I giovani vanno fatti crescere «con serenità, senza pressioni eccessive legate al risultato». Il futuro è già nel lavoro di osservazione e nella ricerca di profili pronti ad alzare il livello: «Dobbiamo ragionare in prospettiva nazionale, non solo regionale». Il Savoia riparte dai suoi ragazzi e da un progetto che vuole trasformare i risultati di oggi nelle fondamenta del futuro biancoscudato.

