Vivaio Savoia, con Marasco un dna vincente
SERIE D
28 aprile 2026
SERIE D

Vivaio Savoia, con Marasco un dna vincente

L’ex bandiera oggi il direttore tecnico del settore giovanile «Dobbiamo riportare la meritocrazia al centro del progetto»
Antonio Di Martino

Il settore giovanile del Savoia corre, vince e guarda avanti: Antonio Marasco racconta radici, metodo e ambizione di un progetto nato per durare. La Juniores ha vinto il proprio girone nazionale, l’Under 18 resta in corsa per la finale regionale e il vivaio biancoscudato si conferma uno dei punti più vivi del nuovo corso. A raccontarne la crescita è Antonio Marasco, direttore tecnico, ex capitano storico del Savoia Calcio e uomo di campo dal passato importante, con esperienze anche in Serie A. L’origine del percorso ha una data precisa: «È un percorso nato lo scorso anno, precisamente il 22 ottobre 2024, quando sono stato chiamato da Lucio D’Avino e Nazario Matachione, che mi proposero di seguire la Juniores». Una chiamata accolta con entusiasmo, perché legata al territorio e a un progetto ambizioso: «Lavorare nel mio territorio è sempre qualcosa che mi stimola». Da quella base è nato un lavoro continuo, partito dalla Juniores arrivata nella scorsa stagione ai playoff e rilanciato quest’anno con un gruppo più strutturato. Il risultato è già scritto nel cammino stagionale: «I ragazzi hanno vinto il proprio girone nazionale e il 9 maggio affronteremo gli ottavi di finale contro una tra Martina Franca, Fasano e Reggina». Accanto a loro, l’Under 18 continua a spingere: «È in corsa per la finale regionale». Marasco insiste sulla natura del percorso: «È un lavoro iniziato senza sosta e che continua ancora oggi, con un’attenzione costante anche ai prospetti per il futuro».

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Il direttore Marasco e la mission

Alla base c’è una società che ha scelto di dare una linea precisa al vivaio: «La società ha impostato un progetto chiaro sul settore giovanile, ponendo le basi non solo per crescere a livello di vivaio, ma anche per sostenere la prima squadra». Nella costruzione delle squadre Marasco non parte dal talento puro, ma dalla testa: «Quando si costruisce una squadra di giovani, la prima cosa da valutare è la mentalità. I ragazzi devono avere dentro la voglia di migliorarsi». Poi arrivano educazione e capacità di vivere il gruppo: «Io guardo prima di tutto l’educazione, non solo in campo ma anche fuori. Vogliamo calciatori mentalizzati, inseriti in un contesto sano». Il settore giovanile diventa così un ambiente di formazione completa: «Li accompagniamo in un percorso basato su educazione e rispetto». La qualità tecnica resta centrale, ma va letta in prospettiva: «Non bisogna fermarsi all’immediato: bisogna capire cosa possono diventare questi ragazzi». Per questo Marasco vede nel vivaio profili importanti: «Nelle nostre squadre ci sono giocatori che possono ambire alla prima squadra o anche a categorie professionistiche». In questo progetto conta anche la presenza di chi il calcio lo ha vissuto davvero: «La figura di chi ha vissuto il calcio è fondamentale». La sua esperienza diventa strumento di trasmissione quotidiana: «Chi ha avuto esperienza può trasmettere ai ragazzi non solo nozioni tecniche, ma anche vissuto, mentalità, esempi concreti». La scelta del Savoia nasce dal legame con Torre Annunziata e dalla convinzione che il territorio abbia risorse da valorizzare: «Ho scelto il progetto Savoia perché nel nostro territorio ci sono tanti ragazzi di valore». Marasco indica il rischio di disperdere giovani campani verso altri settori giovanili fuori regione e ribadisce: «Dobbiamo valorizzare ciò che abbiamo qui». Nel panorama campano, accanto a Napoli, Juve Stabia e Avellino, oggi inserisce anche il Savoia: «Io sono cresciuto con questa maglia e so cosa rappresenta per Torre Annunziata». Il discorso sul vivaio si intreccia con la prima squadra: «La prima squadra sta facendo un lavoro straordinario, frutto di grandi sacrifici da parte della società». Le difficoltà extracalcistiche, secondo Marasco, hanno rafforzato il gruppo: «Ho visto con i miei occhi quanto il gruppo si sia compattato, anche nei momenti più complessi». Un eventuale ritorno tra i professionisti avrebbe ricadute decisive anche per i giovani: «Rappresenterebbe soprattutto una rinascita per il Savoia». Per il settore giovanile significherebbe cambiare dimensione: «Sarebbe un’opportunità enorme, perché vorrebbe dire affacciarsi stabilmente a palcoscenici nazionali».

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Il valore del Savoia

Quando parla di identità, Marasco non separa il presente dai ricordi: «Per me il Savoia significa tutto». Rivede oggi dinamiche simili a quelle vissute da calciatore: «Una squadra costruita con determinati obiettivi che è riuscita ad anticipare i tempi». Il legame con Torre Annunziata passa dalle immagini di una vita: «Sono nato a Torre Annunziata, ho giocato sui campi di terra e oggi vedo i ragazzi allenarsi su strutture moderne». Una storia personale che diventa appartenenza: «Per me è come avere questa maglia cucita addosso». Nel calcio cambiato, Marasco indica una strada precisa: «Dobbiamo riportare al centro la meritocrazia: chi merita deve giocare». I giovani vanno fatti crescere «con serenità, senza pressioni eccessive legate al risultato». Il futuro è già nel lavoro di osservazione e nella ricerca di profili pronti ad alzare il livello: «Dobbiamo ragionare in prospettiva nazionale, non solo regionale». Il Savoia riparte dai suoi ragazzi e da un progetto che vuole trasformare i risultati di oggi nelle fondamenta del futuro biancoscudato.