Sant’Antonio Abate. La sindaca: «Caso Sonrisa, ora il Comune è proprietario. Presto lo sgombero»
CASO SONRISA
29 aprile 2026
CASO SONRISA

Sant’Antonio Abate. La sindaca: «Caso Sonrisa, ora il Comune è proprietario. Presto lo sgombero»

Completata la trascrizione in Conservatoria: «Ora attendiamo il responso del Tar Campania, chiesto un tavolo in Prefettura».
Gaetano Angellotti

Caso Sonrisa, si avvicina il momento dello sgombero del “Castello delle Cerimonie”. Ad annunciarlo è la sindaca di Sant’Antonio Abate, che ieri ha con fermato l’espletamento dell’ultimo passaggio burocratico necessario alla partenza concreta dell’iter: «Ieri mattina, presso gli uffici della Conservatoria dei Registri Immobiliari di Napoli, è stata formalmente completata la trascrizione che certifica il passaggio di proprietà al Comune di Sant’Antonio Abate degli immobili e dei terreni afferenti alla struttura ricettiva denominata Grand Hotel La Sonrisa.

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La trascrizione, richiesta nell’immediatezza della notifica della sentenza definitiva che ha sancito la confisca e l’acquisizione a patrimonio comunale del compendio immobiliare, era attesa ormai da quasi due anni». Da quando, cioè, a febbraio 2024, con la sentenza definitiva da parte della Cassazione si erano conclusi i giudizi in corso circa i provvedimenti per abusivismo edilizio e lottizzazione abusiva intentati negli anni. Con la sentenza definitiva, era diventata irrevocabile anche l’acquisizione dell’intero complesso al patrimonio comunale.

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Ed era partita la pratica per l’acquisizione, conclusa con la trascrizione.“Questo passaggio permetterà agli uffici comunali abatesi di avviare tutte le successive attività che porteranno all’effettiva presa di possesso di immobili e terreni. Il primo passaggio – sottolinea Ilaria Abagnale – riguarda l’ordinanza di sgombero, che è stata già emessa ed è in corso di notifica agli occupanti di tre immobili residenziali. In attesa che il Tar si esprima sull’ordinanza comunale che prevedeva il ritiro delle licenze per le attività ristorativa e ricettiva, attualmente sospesa, sono state avviate le procedure per liberare gli immobili ad uso abitativo, anche questi oggetto dell’acquisizione a patrimonio dell’Ente. Si tratta di tre appartamenti – attualmente abitati dagli stessi nuclei familiari proprietari e gestori delle attività – che dovranno essere liberati al più presto». Almeno per il momento, dunque, l’attività del “Castello delle Cerimonie” non dovrebbe subire ancora interruzioni.

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Il Comune, infatti, attende l’esito del giudizio da parte del Tar che, se dovesse vederlo soccombente, potrebbe in qualche modo riaprire la questione. «Nel frattempo – spiega Abagnale – con gli uffici comunali e con i legali dell’Ente si stanno valutando anche le modalità e le tempistiche per liberare i locali ad uso commerciale, in modo da permettere al Comune di entrare in possesso dell’intero compendio immobiliare e dei terreni. Questa seconda fase resta necessariamente ancorata alle tempistiche dettate dal Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, al momento non ancora note e non comunicate neanche all’esito del giudizio dello scorso 29 gennaio, quando gli stessi giudici hanno confermato la validità del provvedimento che prevede il pagamento di un canone di occupazione sine titulo da parte dei gestori della struttura turistico-ricettiva.

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Nonostante siano trascorsi tre mesi da quella udienza, il Tar Campania non si è ancora espresso in merito alla sospensiva precedentemente concessa ai gestori delle attività di albergo e ristorante».«In attesa di conoscere l’esito di quel giudizio – conclude Ilaria Abagnale – ho chiesto al Prefetto di Napoli, Michele di Bari, di convocare un tavolo per la gestione delle attività. L’obiettivo è agire in modo celere e corretto, nel rispetto di tutte le parti, per garantire l’esecuzione di una sentenza definitiva che ha sancito la consegna dell’intera area al Comune di Sant’Antonio Abate».