Elezioni a Sorrento, Pinto: «Il passato è tutto dall’altra parte. Aboliamo la Tari per le famiglie»
Sorrento si avvicina al voto per le Amministrative in un clima ancora segnato dalle vicende dell’ultimo anno e dalle recenti prescrizioni imposte dal Viminale. In questo contesto delicato, la campagna elettorale si misura inevitabilmente con i temi della legalità, della trasparenza e della ricostruzione della fiducia. Il candidato sindaco Ferdinando Pinto racconta il suo programma in un’intervista a Metropolis, le priorità per la città e la linea politica con cui si presenta agli elettori, sostenuto da tre liste civiche.
Il Comune è oggi sottoposto a prescrizioni stringenti su appalti, controlli e trasparenza. In un contesto di “sorveglianza rafforzata”, come si governa una città?
«Si governa innanzitutto senza dimenticare quello che è successo. Abbiamo attraversato un periodo difficile e complicato, e non possiamo far finta di nulla. Lo sguardo deve essere rivolto al futuro, ma tenendo ben presente il passato. Se mi è consentita una battuta, non dobbiamo fare come il Covid: una brutta esperienza che sembra essere stata rimossa troppo in fretta. Noi dobbiamo governare pensando a ciò che è stato e a quello che non dobbiamo essere più».
Ha già indicato due figure chiave della sua eventuale giunta, il vicesindaco Luigi Picardi e l’assessore alla legalità Ernesto Aghina, entrambi magistrati. È anche un messaggio politico?
«Due espressioni di legalità. Qua si parla tanto – e ci riempiamo un po’ la bocca – di cambiare, di diventare più capaci di rispondere con la legalità alle esigenze del territorio. Questi due professionisti sono il massimo della legalità che può esprimere un territorio. Devono diventare anche due simboli, soprattutto due simboli del fatto che Sorrento è cambiata».
Nel mirino della critica sono finiti molti protagonisti della passata amministrazione. Lei ritiene di aver segnato una netta discontinuità rispetto all’esperienza guidata da Massimo Coppola?
«A me non interessa la parte giudiziaria, perché di questo si occupa la magistratura. Io credo di aver tracciato, soprattutto guardando anche ciò che è successo nell’altro schieramento, una linea nettissima rispetto al passato. Sono assolutamente convinto che il passato sia tutto dall’altra parte. Questo si vede da come sono state formate le liste.
Pensi che con una di queste liste non ho voluto neppure aprire un dialogo, perché politicamente rappresentava il passato. Mi rammarica che siano state inserite due o tre “figurine” in una lista di appoggio al candidato sindaco, quasi come armi di distrazione di massa. Ma quelle sono solo una bella confezione di un prodotto che resta assolutamente vecchio, nei metodi, nelle persone e nei rapporti».
Clicca per vedere l’intervista
Qual è la priorità per i primi mesi di governo?
«La città ha bisogno di ripartire, di rimettere in piedi le opere pubbliche, di una manutenzione diversa. Ma soprattutto ha bisogno di affrontare in maniera seria il problema del turismo. Io ho fatto una proposta che credo sia centrale: abolire la Tari per le utenze private e coprirla con l’imposta di soggiorno. È possibile, lo consente la normativa.
Ed è importante perché dà il senso di un turismo che serve alla città. Finora il problema è stato che le famiglie hanno subito il turismo senza benefici diretti. Questo è un ripensamento culturale del modello turistico. Poi è chiaro che bisogna rimettere in piedi le opere pubbliche e ristabilire un rapporto diverso tra enti di controllo e imprese: non è possibile girare con il centimetro e chiudere attività per sciocchezze. Dobbiamo ricostruire la fiducia».
Turismo e trasporti: come si concilia la pressione turistica con la vivibilità per i residenti?
«Il traffico è un problema di tutte le città ricche. Dire che lo elimineremo è una bugia. Dobbiamo gestirlo. In passato si è pensato alle fasce orarie differenziate, potrebbe essere una soluzione. Non serve nemmeno dire costruiamo più parcheggi o garage, perché rischiamo di creare ulteriore traffico. Dobbiamo gestire quello che abbiamo. Ovviamente bisogna ristrutturare il trasporto su ferro: la Circumvesuviana non può essere quella degli ultimi anni. E va implementato anche il trasporto via mare. Ma serve consapevolezza: chi propone soluzioni magiche non dice la verità».
Capitolo sport: lo Stadio Italia è atteso da anni. Cosa fare per sbloccarlo?
«Per me lo sport è passione, sangue. Il Sorrento ha fatto qualcosa che non ho mai visto: salvarsi per tre anni di fila giocando sempre fuori casa. È un successo straordinario.La soluzione è semplice: serve coraggio. Il progetto c’è, i soldi ci sono. Non possiamo continuare a dire: manca una carta e ci sentiamo tra dieci giorni. Questo è un impegno prioritario, anche per dare un esempio: con coraggio e onestà le cose si possono fare. Io nella mia vita i rischi me li sono sempre presi».
Un messaggio ai suoi avversari in questa campagna elettorale?
«Facciamo una campagna pulita, senza odio e senza i soliti “odiatori seriali” sui social. Io non li ho e non li so usare. Parliamo dei problemi reali della città: ricostruire l’onestà e segnare una discontinuità netta rispetto al passato. Io faccio un appello ai miei avversari: dicano chiaramente, come faccio io, di rappresentare la rottura rispetto all’amministrazione Coppola. Se lo diciamo tutti, facciamo già un passo avanti importante».

