Sorrento al voto, Raffaele Attardi: «Equilibrio tra turismo e qualità della vita»
AMMINISTRATIVE
3 maggio 2026
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Sorrento al voto, Raffaele Attardi: «Equilibrio tra turismo e qualità della vita»

Il candidato sindaco traccia la sua visione tra legalità, sostenibilità e gestione del turismo: «Non esiste il sindaco Superman, serve ricostruire la macchina amministrativa»
Vincenzo Lamberti

Sorrento si prepara alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, le prime dopo le vicende giudiziarie che hanno profondamente segnato la città. In un clima che richiede responsabilità e visione, il candidato sindaco Raffaele Attardi prova a tracciare una linea che tiene insieme legalità, ricostruzione amministrativa e coesione sociale.

Qual è la visione di città che propone per il futuro di Sorrento?
«Il futuro di Sorrento lo immaginiamo come un grande giardino, con al centro la fonte della vita che alimenta quattro grandi alberi: sostenibilità ambientale, etica, sociale ed economica. Alberi con radici profonde, capaci di produrre fiori e frutti. Un giardino dove c’è spazio per tante specie viventi, per la diversità, dove prevalgono armonia ed equilibrio.

Per arrivarci dobbiamo uscire da questo groviglio di egoismi e paure, dalla ricerca ossessiva del profitto e da un consumismo esasperato. Il nostro programma non nasce da accordi di potere o compromessi, ma da mesi di confronto e da scelte coerenti e interconnesse tra loro».

Il Comune è oggi chiamato a rispettare prescrizioni stringenti su controlli e trasparenza. Come si governa in questa fase?
«Rispettando quello che è previsto. Il ruolo del segretario comunale, a cui è affidato questo compito, è fondamentale: è una figura centrale proprio per garantire il controllo e la prevenzione di fenomeni distorsivi. Non c’è nulla di straordinario da inventare: bisogna semplicemente fare bene ciò che la normativa già impone».

Secondo lei c’è discontinuità nelle candidature e nelle liste rispetto al passato?
«Io non ho fatto un’analisi approfondita delle liste degli altri candidati e non voglio entrare in questo terreno. Tocca a loro dimostrare coerenza e credibilità. Vedremo nel prosieguo della campagna. Io sono fiducioso che tutti abbiano compreso la responsabilità di questa fase.

Sorrento, per me, è come una madre: quando un figlio sbaglia prova dolore, ma è sempre pronta a ricostruire l’armonia. Allo stesso tempo, però, cerca di capire cosa non ha funzionato e intervenire con fermezza. Dobbiamo avere questo spirito: non caccia alle streghe, ma volontà di ripartire nel modo giusto».

Se fosse eletto, quale sarebbe il primo atto della sua amministrazione?
«La priorità è rimettere in ordine la macchina amministrativa. Mi baso sulla mia esperienza politica (Attardi è stato sindaco facente funzione tra il 1993 e il 1995, ndr) e sull’esperienza maturata nel settore delle ristrutturazioni industriali: serve mettere ordine, formare il personale, rafforzare i controlli e la valutazione. Negli ultimi anni si sono create distorsioni. Ma ora bisogna ripartire, perché non esiste il “sindaco Superman”: serve una struttura che funzioni».

Tra i temi centrali c’è anche quello del turismo e del suo impatto sulla città.
«Sì, perché stiamo assistendo a un consumo del territorio e a una trasformazione profonda della città.La cosiddetta “turistificazione” sta cambiando Sorrento: difficoltà a trovare case per i residenti, agricoltura e artigianato in affanno. Non è solo un tema economico, ma sociale. Se non si governa questo processo, si rischia di snaturare la città. Serve uno sviluppo sostenibile, che tenga insieme turismo e qualità della vita».

Mobilità e traffico restano problemi centrali. Qual è la sua proposta?
«La questione legata al traffico non si risolve con con nuove strade. Serve una visione più ampia, che coinvolga tutto il territorio circostante. Bisogna regolamentare i flussi: i pullman devono fermarsi fuori Sorrento e occorre attivare sistemi di trasporto alternativi. Esistono già infrastrutture che vanno integrate meglio, anche con la rete ferroviaria nazionale. È una questione di metodo: non possiamo continuare a gestire tutto in modo isolato».

Il Sorrento Calcio ha conquistato la salvezza giocando ancora fuori casa. Quanto è centrale il tema dello stadio?
«Lo stadio è importante, ma va inserito in una visione complessiva. Non può diventare il pretesto per altre operazioni che rischiano di appesantire ulteriormente la città, come nuovi parcheggi o attività accessorie.Serve uno stadio funzionale allo sport e alle attività giovanili, non altro. E va collegato a una riflessione più ampia sugli impianti sportivi e sugli spazi disponibili sul territorio».

Che messaggio lancia ai suoi avversari in questa campagna elettorale?
«Io posso parlare per me: non farò mai una campagna contro qualcuno. L’obiettivo deve essere ricostruire il senso di appartenenza alla comunità, non dividerla ulteriormente. Dobbiamo confrontarci sulle proposte, in modo trasparente. Il mio programma è pubblico, disponibile a tutti. Il punto è riaggregare la città, trovare una coesione che negli ultimi anni si è persa, come fecero i greci migliaia di anni fa. Non abbiamo nemici esterni: la sfida è tutta interna, ed è quella di tornare a essere una comunità».