Torre Annunziata, imminenti le dimissioni del sindaco Cuccurullo
Dimissioni del sindaco
5 maggio 2026
Dimissioni del sindaco

Torre Annunziata, imminenti le dimissioni del sindaco Cuccurullo

La decisione del primo cittadino dopo le parole del Procuratore Nunzio Fragliasso
Antonio Di Martino

Sono pronte per essere protocollate le dimissioni del sindaco Corrado Cuccurullo. La decisione potrebbe arrivare dopo le parole durissime del Procuratore Fragliasso, che ha parlato di ombre, inerzie e contiguità. Dichiarazioni pesanti, pronunciate in un giorno che doveva essere storico per Torre Annunziata. Un’ingiustizia secondo il primo cittadino che è intenzionato a difendere la sua reputazione, l’operato dell’amministrazione e il futuro della città. Cuccurullo si è sempre detto estraneo a qualsiasi ipotesi di infiltrazione ed è intenzionato a ribadirlo con un gesto plateale.

 

Proprio la giornata dell’avvio della demolizione di Palazzo Fienga, simbolo del potere criminale, avrebbe dovuto segnare una svolta positiva. Invece, ha aperto una nuova e delicata fase politica per la città.

 

Torre Annunziata, le parole del Procuratore Fragliasso

 

Il Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, è intervenuto sul valore simbolico dell’abbattimento. L’edificio, per anni considerato il fortino del clan Gionta, rappresentava un passaggio cruciale. Una data carica di significato civile e istituzionale, che avrebbe dovuto segnare discontinuità.Nel suo intervento, Fragliasso ha rivolto accuse precise all’amministrazione comunale. Ha chiamato in causa il governo del territorio e la gestione della cosa pubblica. «Con lo scioglimento», ha detto inizialmente, per poi correggersi con «commissariamento», «mi sarei aspettato uno scatto in avanti dalla città. E in primis dall’amministrazione comunale. Serviva un segnale forte di discontinuità rispetto al passato. Io questo segnale lo sto ancora aspettando».

 

Parole nette, pronunciate davanti alle istituzioni. Parole che hanno appesantito ulteriormente il clima di una giornata già decisiva. Il Procuratore ha poi rincarato il giudizio. Ha parlato di «troppe ombre e poche luci». Ha denunciato «opacità, contiguità con la criminalità organizzata e inammissibili inerzie». Fino ad arrivare a citare «finanche illegalità» interne all’amministrazione.

 

Le dichiarazioni hanno avuto effetti immediati sul piano politico. Il sindaco valuta ora le dimissioni. Così, il giorno che doveva rappresentare la rottura definitiva con il passato criminale si intreccia con una crisi istituzionale profonda. La demolizione di Palazzo Fienga resta un simbolo potente. Ma le parole del Procuratore pesano come un atto d’accusa. Forse l’ultimo rivolto all’amministrazione del sindaco Cuccurullo, eletta nel giugno 2024.