Torre del Greco, il mare promosso a pieni voti: tuffi vietati soltanto al porto
Torre del Greco. Cinque specchi di mare classificati come «eccellenti», due zone risultate «buone» e un’unica area soggetta a divieto di balneazione.
È la «fotografia» dello stato di salute del mare di Torre del Greco scattata dall’ordinanza con cui il sindaco Luigi Mennella ha recepito i dati regionali relativi alla qualità delle acque per la stagione balneare 2026.
Un quadro complessivo in netto miglioramento sul fronte della balneabilità all’ombra del Vesuvio, in attesa dello sprint finale del collettore a foce Sarno.
Il report
Dei sette tratti di costa monitorati lungo il litorale cittadino, cinque sono stati promossi a pieni voti.
Nel dettaglio, sono riusciti a ottenere il «bollino blu» della classificazione eccellente i tratti di Calastro – località La Scala – Cimitero – all’altezza delle storiche spiagge libere del Cavaliere e del Laghetto, recentemente interessate da una bonifica fai-da-te dell’arenile – Torre di Bassano, via Litoranea nord e Mortelle.
Si tratta di porzioni di costa che – secondo le analisi effettuate dall’Arpac, l’agenzia regionale per l’ambiente in Campania – garantiscono standard qualitativi elevatissimi, sia sotto il profilo microbiologico sia sotto l’aspetto della salubrità complessiva delle acque.
Classificazione “buona”, invece, per il tratto della Litoranea sud e per il tratto in corrispondenza della stazione di Santa Maria La Bruna: due zone che – sebbene non con il massimo dei voti – restano pienamente idonee alla balneazione e rappresentano comunque un miglioramento rispetto a criticità che in passato avevano interessato alcuni punti della costa.
Stop tuffi al porto
L’unica vera eccezione resta la zona portuale. L’ordinanza firmata dal sindaco Luigi Mennella conferma il divieto permanente di balneazione nell’area del molo di levante e del molo di ponente, un tratto di circa 644 metri storicamente escluso per ragioni strutturali e ambientali legate alla presenza delle attività marittime.
Una interdizione che non rappresenta una novità, ma piuttosto una continuità con il passato: l’area portuale, per sua natura, non è mai stata destinata alla fruizione balneare.
Occhio al futuro
Il risultato complessivo riflette gli interventi messi in campo negli ultimi anni sul sistema fognario, sul controllo degli scarichi e sulle attività di monitoraggio.
In attesa dei lavori di restyling del lungomare, la stagione balneare 2026 si apre sotto i migliori auspici per i bagnanti e gli amanti della tintarella.
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