Afragola, genitori in protesta contro fabbrica: “A rischio i bambini”
SIT-IN AFRAGOLA
6 maggio 2026
SIT-IN AFRAGOLA

Afragola, genitori in protesta contro fabbrica: “A rischio i bambini”

Sit-in ad Afragola contro un rimessaggio per mezzi pesanti vicino all’Aias. Famiglie e operatori denunciano rumore, traffico e rischi per i bambini disabili. “Intervenga l’Asl”, richiesta immediata.
Metropolis

La protesta delle famiglie

Sit-in in programma domani ad Afragola, in provincia di Napoli, per denunciare quella che viene definita una situazione incompatibile con la tutela dei piccoli pazienti. Famiglie e operatori del centro Aias scendono in piazza contro l’imminente apertura di un’attività, presumibilmente destinata al rimessaggio di mezzi pesanti, a meno di 15 metri dall’ingresso della struttura. Il centro accoglie quotidianamente centinaia di bambini con disabilità, molti dei quali affetti da disturbi dello spettro autistico, per i quali rumori intensi e continui rappresentano un fattore critico.

Rumore, traffico e sicurezza: i nodi

Secondo quanto evidenziato in una nota, la vicinanza tra le due attività solleva criticità rilevanti sotto il profilo urbanistico, della viabilità, della sicurezza e della compatibilità ambientale. L’area è servita da una strada stretta e non adeguata al passaggio di mezzi pesanti, con il rischio di congestionare ulteriormente il traffico e complicare l’accesso alla struttura sanitaria. “Anche pochi minuti persi per trovare parcheggio possono tradursi in una riduzione concreta del tempo terapeutico”, spiega il direttore dell’Aias, Ciro Salzano, sottolineando l’impatto diretto sull’efficacia dei percorsi riabilitativi.

Il precedente: “Un bambino ha rischiato di essere investito”

A preoccupare ulteriormente è il tema della sicurezza. Durante i lavori già avviati nell’area, si sarebbe verificato un episodio particolarmente grave. “Un bambino ha rischiato di essere investito”, riferisce Salzano, che ha già avviato le procedure per l’accesso agli atti presso il commissario prefettizio del Comune e ha chiesto l’intervento degli enti competenti per verificare la regolarità delle autorizzazioni. Le famiglie: “Intervenga subito l’Asl” Dura la posizione dei genitori. “Quando abbiamo sottoscritto il contratto terapeutico con l’Asl non era previsto un contesto del genere”, denuncia un padre. La richiesta è chiara: un intervento immediato dell’Asl per garantire condizioni adeguate ai bambini che frequentano il centro. “Questa situazione danneggia i nostri figli”, aggiunge.

Le associazioni: “Pronti ad azioni legali”

Sulla vicenda interviene anche Asia Maraucci, presidente dell’associazione La Battaglia di Andrea: “Non è possibile collocare un’attività di questo tipo a ridosso di un centro che accoglie bambini fragili. Siamo pronti a verificare ogni autorizzazione e, in caso di irregolarità, ad agire per il risarcimento dei danni”. Tra le conseguenze ipotizzate, anche la necessità per molte famiglie di cambiare centro terapeutico, con ulteriori disagi per i minori coinvolti.