Al liceo “F. Severi” l’evento finale di “Non c’è pace se…”
PACE E ISTRUZIONE
6 Maggio 2026
PACE E ISTRUZIONE

Al liceo “F. Severi” l’evento finale di “Non c’è pace se…”

A Castellammare di Stabia studenti, ospiti e testimonianze per chiudere il progetto della Caritas diocesana e riflettere sul significato della pace oggi.
Rita Inflorato

Lunedì 11 maggio, presso l’auditorium del liceo scientifico “F. Severi” di Castellammare di Stabia, si terrà l’evento conclusivo del progetto “Non c’è pace se…”, ideato dalla Caritas diocesana Sorrento-Castellammare. Un percorso che nasce da una domanda semplice solo in apparenza: che cosa significa davvero parlare di pace oggi?

Durante l’anno, il progetto ha coinvolto studenti e studentesse di quattro istituti della diocesi — I.T.I. Renato Elia, I.T.S. Luigi Sturzo, liceo “F. Severi” e IS Polisp. Don Lorenzo Milani di Gragnano. Non è stato solo un lavoro scolastico, ma un esercizio di sguardo. Un invito a non restare indifferenti. A osservare la realtà da vicino e a interrogarla, anche quando fa paura.

Un cammino tra sguardi, voci e responsabilità

Nel corso dell’evento finale verrà premiata la fotografia vincitrice del concorso “Immagina la pace”. Un titolo che è già una sfida: dare forma visibile a qualcosa che spesso resta invisibile o fragile. Il premio di trecento euro non è solo un riconoscimento, ma un segno concreto dato a chi ha saputo trasformare un’idea in immagine e un pensiero in sguardo.

Sul palco si alterneranno voci diverse, ma unite da una stessa tensione: non lasciare la pace come parola astratta.

Mirella La Magna, attivista culturale e fondatrice del GRIDAS, porta da anni il teatro nei luoghi dove sembra non esserci spazio per la voce. Nei quartieri di Napoli ha scelto l’arte come risveglio, come possibilità di riscatto, soprattutto per i più giovani.

Carmine Lauretta, conosciuto come “Vesuviano”, è medico e cantautore. La sua musica mescola ironia e realtà sociale. Il brano “Nun me ne fotte” ha accompagnato il percorso del progetto. Parla di un rischio silenzioso ma diffuso: l’abitudine a guardare il mondo cadere senza reagire.

Alex Zanotelli, missionario e attivista, da decenni richiama con forza il valore della giustizia e della pace. La sua voce continua a essere un richiamo forte alla responsabilità personale e collettiva. Nel 1987 ha ricevuto il Premio Colombe d’Oro per la Pace, ma il suo messaggio resta profondamente attuale.

L’ingresso è gratuito.

Sarà un momento di conclusione, ma anche di passaggio. Perché la pace, più che un traguardo, resta una scelta che si rinnova ogni giorno, spesso nel silenzio delle piccole azioni.