Pagani, spaccio e racket con i Fezza-De Vivo: gli indagati davanti al gip
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Un colpo durissimo al traffico di stupefacenti è stato messo a segno all’alba di oggi dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, nei confronti del clan Fezza-De Vivo di Pagani. Un’operazione massiccia, che ha visto l’impiego dello Scico e di diversi reparti del Corpo, ha portato all’arresto di 8 persone e al sequestro di beni per un valore che supera i 780.000 euro.
L’operazione “interprovinciale”
Il blitz è scattato alle prime luci del mattino, estendendosi ben oltre i confini del capoluogo salernitano. Le Fiamme Gialle hanno operato simultaneamente nelle province di Salerno, Avellino, Napoli, Caserta e Latina, dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Salerno su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA). Oltre agli arresti, i finanzieri stanno conducendo perquisizioni domiciliari e personali a carico di altri 10 indagati, a testimonianza della vastità della rete criminale smantellata.
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L’ombra del clan Fezza-De Vivo
L’indagine, avviata nel maggio 2025 dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, ha svelato l’esistenza di un sodalizio criminale ben strutturato, radicato tra le province di Salerno e Avellino. Secondo gli inquirenti, l’organizzazione vantava ramificazioni non solo su scala nazionale ed estera, ma godeva di pericolosi collegamenti con ambienti criminali riconducibili al clan Fezza-De Vivo, storicamente egemone nell’area dell’agro nocerino-sarnese.
Mezza tonnellata di droga e profitti illeciti
Le attività investigative hanno permesso di ricostruire minuziosamente la gerarchia del gruppo e di documentare un traffico illecito di proporzioni allarmanti. Nel corso delle indagini, i militari hanno già sottoposto a sequestro: oltre 500 kg di hashish e ingenti quantitativi di cocaina e metanfetamine. Il volume d’affari ricostruito è stato quantificato in oltre 780mila euro, una cifra che il Pubblico Ministero ha deciso di “congelare” immediatamente attraverso un decreto di sequestro preventivo d’urgenza, colpendo al cuore il patrimonio finanziario e immobiliare riconducibile agli indagati.
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Il muro della prevenzione
L’operazione odierna rappresenta il culmine di un anno di pedinamenti e accertamenti patrimoniali, confermando l’efficacia del coordinamento tra la Procura di Salerno e i reparti specializzati della Guardia di Finanza nel contrastare non solo lo spaccio “su strada”, ma le grandi rotte del narcotraffico legate alla criminalità organizzata.