Piano Casa 2026, la Cgil: “Bluff del Governo”
POLITICA
6 maggio 2026
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Piano Casa 2026, la Cgil: “Bluff del Governo”

Approvato dal Consiglio dei Ministri il “Piano Casa”, le parole di Antonio di Franco (Fillea Cgil).
Maria Imparato

A pochi giorni dal varo del dl “Piano Casa” da parte del Consiglio dei Ministri, arrivano le dichiarazioni di Antonio di Franco, Segretario Generale della Fillea Cgil. Un piano ambizioso ma risorse scarse, mancano progetti sull’efficientamento energetico e case green, rischiosa la gestione dei privati.

Dl “Piano Casa”

Nel pomeriggio dello scorso giovedì è stato approvato, dal Consiglio dei Ministri, un pacchetto di misure per contrastare l’emergenza abitativa.  Il decreto-legge, approvato su proposta del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mira a rendere disponibili circa centomila alloggi in dieci anni.  Tra i pilastri: un programma di recupero del patrimonio attuale di edilizia residenziale pubblica, realizzazione di nuove case senza consumo di suolo e la creazione di condizioni per attivare gli investimenti privati.  Un piano ambizioso, di cui resta dubbio il risultato. Il vero gioco si farà, infatti, in fase attuativa, tra capacità amministrativa, tempi di esecuzione e risposta degli operai.

 

Le dichiarazioni

A pochi giorni dal varo del Dl, giunge il commento del Segretario Generale della Fillea Cgil, Antonio di Franco.

“Ad una prima analisi delle bozze in nostro possesso l’unica certezza è rappresentata dalla scarsezza delle risorse. Anche le uniche che sembravano certe, i 970 milioni di euro previsti nell’ultima legge di bilancio per edilizia residenziale pubblica, risultano spendibili ed esigibili nei prossimi cinque anni.

Continua “Senza una visione complessiva ed un approccio economico di questo tipo è difficile che le promesse del Governo possano realizzarsi.” Necessario, dunque, un piano di medio-lungo periodo, che tenga conto dell’innalzo dei costi energetici e materiali.

Dubbi anche sulle risorse citate in conferenza stampa: “fanno riferimento alle disponibilità finanziarie in particolare dei comuni che in questo momento in molte realtà risultano più coraggiose e determinate dell’esecutivo Meloni come Bologna, Firenze, Napoli.”

“Sull’edilizia residenziale pubblica – aggiunge il Segretario degli edili – sembra quasi che gli enti gestori di questo patrimonio, debbano anticipare la spesa. Se così fosse siamo in presenza dell’ennesima beffa che non darà risposte ad una emergenza nazionale, ma che andrebbe affrontata in chiave sociale e in ottica di politica industriale.”

 

“Tanti titoli e poca sostanza”

Resta indefinito un punto centrale: i prezzi per metratura delle nuove costruzioni e ristrutturazioni; ad essere trascurati anche altre questioni: “Tanti titoli in questo decreto, poca sostanza e confusione rispetto alle procedure e ai livelli di governance. Sull’efficientamento energetico non c’è nulla. Gli adempimenti previsti dalla c.d. direttiva case green continuano a non essere ottemperati, nonostante la messa in mora della Commissione Europea.” continua il Segretario di Franco.

“I cittadini a questo punto oltre a pagarsi la riqualificazione energetica dovranno caricarsi anche i costi della possibile procedura di infrazione. Quindi ad essere ancora una volta esclusi saranno le fasce incapienti e i lavoratori con redditi bassi.”

A destare preoccupazione anche la mancanza di interventi concreti in supporto ai giovani e l’assenza di interventi in materia di affitti brevi, un fenomeno che in molte città aggrava la situazione abitativa. “La casa è un motore economico e sociale capace di rispondere al disagio abitativo, alla mancanza di alloggi per studenti, alla carenza di manodopera laddove c’è domanda e infine rappresenta una risposta alle tante crisi industriali del sistema manifatturiero del Paese”.

“Il Governo non si assume la responsabilità di risolvere il problema casa ma decide di scaricarlo, per certi versi regalarlo, alla gestione dei privati. Questo rischia di generare in questa fase delicata per il mondo dell’edilizia spirali speculative pericolose che pagheranno le imprese e di conseguenza i diritti, la salute e la sicurezza dei lavoratori. In qualche area del Paese è un film purtroppo già visto”

Conclude di Franco: “Attendiamo di fare una analisi approfondita appena si avranno testi ufficiali ma al momento oltre alla propaganda poco appare all’orizzonte.”