Torre Annunziata, Cuccurullo attacca Sangiuliano: «Garantismo a corrente alternata»
POLITICA
7 maggio 2026
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Torre Annunziata, Cuccurullo attacca Sangiuliano: «Garantismo a corrente alternata»

Il capogruppo FdI in Consiglio regionale aveva chiesto un cambio di classe dirigente a Torre Annunziata: «Dimissioni doverose e città ferma».
Antonio Di Martino

Il dibattito politico si accende dopo le dichiarazioni del capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Gennaro Sangiuliano. E la replica del sindaco dimissionario di Torre Annunziata, Corrado Cuccurullo non si è fatta attendere.

Le parole di Sangiuliano. Nei giorni scorsi, il capogruppo di Fratelli d’Italia al consiglio regionale della Campania Gennaro Sangiuliano aveva commentato duramente la situazione amministrativa di Torre Annunziata. Collegandola anche alle recenti vicende giudiziarie. «Ogni cittadino onesto e attento alla qualità dell’amministrazione pubblica in Campania dovrebbe essere grato al procuratore capo di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, per aver squarciato il velo delle ipocrisie sulla città. Le doverose dimissioni del sindaco dovevano giungere già da temp. Anche perché la città è ferma senza prospettive di rilancio economico e sociale», aveva dichiarato Sangiuliano.

L’abbattimento di Palazzo Fienga. Nel suo intervento, il capogruppo FdI ha inoltre sottolineato la necessità di un cambio radicale nella classe dirigente locale: «L’abbattimento di palazzo Fienga è solo l’inizio di un risanamento materiale che deve accompagnarsi a quello morale con un cambio di classe dirigente. Ho conosciuto Torre Annunziata anche attraverso il racconto e l’amicizia personale con un grande scrittore come Michele Prisco che è uno dei figli illustri di questa città. I titoli dei suoi romanzi più famosi, “La provincia addormentata” e “Spirale di nebbia”, sono quanto mai attuali».

In una nota, oggi, Corrado Cuccurullo accusa Sangiuliano di incoerenza sul piano del garantismo. Richiamando anche il caso giudiziario che ha coinvolto l’ex ministro. E sottolineando la necessità di rispettare sempre il principio di presunzione d’innocenza.

Le accuse di Cuccurullo. «Quando le ombre del caso Boccia hanno toccato lui, il ministro Sangiuliano ha rivendicato, con pieno diritto, la presunzione d’innocenza, il rispetto del processo, l’attesa degli accertamenti. Bene così. Sono garanzie costituzionali e valgono per chiunque. Oggi, però, lo stesso Sangiuliano si scopre giustizialista di ferro. Chiede dimissioni “doverose”, plaude al Procuratore prima di qualunque accertamento e si erige a censore della “qualità dell’amministrazione pubblica” in Campania. È garantismo a corrente alternata», afferma Cuccurullo.

Le dimissioni. Il sindaco dimissionario ha rassegnato le proprie dimissioni due giorni fa. Dopo le parole del procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso, pronunciate durante la cerimonia di demolizione di Palazzo Fienga. In quell’occasione, il magistrato aveva parlato di «troppe contiguità con la criminalità organizzata. Troppe illegalità nel seno della stessa amministrazione comunale». Cuccurullo ribadisce. «Il garantismo è un mantello da indossare quando serve a sé. E da strappare di dosso quando serve agli altri. Ed è esattamente il contrario di quella qualità che dice di voler difendere».

La polemica. Non manca anche un passaggio polemico sull’autorevolezza politica dell’ex ministro della Cultura. «Quanto all’autorevolezza con cui Sangiuliano pronuncia queste lezioni, basti un solo episodio. Al Premio Strega 2023, da ministro della Cultura, ammise in diretta televisiva di aver votato i libri finalisti senza averli letti. Si comprende allora la passione odierna per i titoli dei romanzi di Michele Prisco. I titoli, in effetti, restano più maneggevoli delle pagine», conclude Cuccurullo.