Vassallo, 15 parti civile ammesse al processo per l'omicidio del sindaco-pescatore
Salerno. "Le sensazioni al termine dell'udienza sono ottime. Si comincia a delineare chiaramente il percorso di questo processo. Le parti…
La Procura di Salerno riapre formalmente uno dei capitoli più delicati dell’inchiesta sull’omicidio di Angelo Vassallo. Con un atto firmato dal procuratore capo Raffaele Cantone, l’ufficio inquirente ha deciso di impugnare la sentenza di archiviazione emessa nei confronti del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, chiedendo alla Corte d’Appello di disporre il rinvio a giudizio dell’ufficiale nell’ambito del fascicolo relativo al delitto del “sindaco pescatore”.
Vassallo, 15 parti civile ammesse al processo per l'omicidio del sindaco-pescatore
Salerno. "Le sensazioni al termine dell'udienza sono ottime. Si comincia a delineare chiaramente il percorso di questo processo. Le parti…
Si tratta di una svolta che, almeno sul piano giudiziario e formale, rimette in movimento una vicenda che sembrava essersi chiusa soltanto poche settimane fa. Lo scorso 27 aprile, infatti, il giudice per l’udienza preliminare aveva disposto l’archiviazione della posizione di Cagnazzo, accogliendo le richieste della difesa e sottolineando nelle motivazioni le contraddizioni emerse nelle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia ascoltati nel corso delle indagini. Secondo quanto riportato negli atti, il gip aveva ritenuto non sufficientemente solide le accuse formulate nei confronti dell’ufficiale, evidenziando elementi di incoerenza e divergenze tra le diverse versioni fornite dai pentiti. Sono invece stati rinviati a giudizio il brigadiere Lazzaro Cioffi, Giuseppe Cipriano, mentre l’ex boss pentito Romolo Ridosso ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato.
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Una decisione che aveva rappresentato un punto fermo per la difesa del colonnello, affidata ai penalisti Agostino De Caro e Ilaria Criscuolo, i quali avevano sostenuto l’assoluta estraneità del loro assistito rispetto ai fatti contestati. Ora, però, la Procura di Salerno cambia nuovamente lo scenario. L’iniziativa firmata da Cantone, condivisa anche dalla Procura generale, punta a ottenere una rivalutazione complessiva del materiale investigativo raccolto negli anni.
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In sostanza, gli inquirenti ritengono che vi siano ancora elementi meritevoli di approfondimento dibattimentale e che la posizione di Cagnazzo non possa considerarsi definitivamente archiviata. La decisione assume un peso simbolico e giudiziario rilevante anche perché arriva in una delle inchieste più complesse e discusse degli ultimi anni in Campania.
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L’omicidio di Angelo Vassallo, ucciso il 5 settembre 2010 a Pollica, continua infatti a rappresentare un nodo irrisolto per la magistratura italiana. Il sindaco cilentano, noto per le sue battaglie in difesa della legalità e dell’ambiente, venne assassinato in un agguato che sconvolse il Paese e che, a distanza di anni, non ha ancora portato a una verità definitiva. Nel tempo le indagini hanno attraversato diverse piste investigative, tra presunti intrecci criminali, traffici illeciti e ipotesi di depistaggi.
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Proprio il ruolo attribuito ad alcuni investigatori e ufficiali dell’Arma aveva acceso uno dei fronti più delicati dell’inchiesta, culminato con l’iscrizione nel registro degli indagati del colonnello Cagnazzo. Adesso sarà la Corte d’Appello a dover valutare la richiesta avanzata dalla Procura salernitana. Una decisione destinata a incidere ancora una volta sul percorso giudiziario legato alla morte del sindaco pescatore e a riaccendere il confronto tra accusa e difesa su uno dei casi più controversi della cronaca giudiziaria italiana.