Pompei, Papa Leone XIV ricorda la contessa Marianna de Fusco
LA FONDATRICE
9 maggio 2026
LA FONDATRICE

Pompei, Papa Leone XIV ricorda la contessa Marianna de Fusco

Nel giorno dell’8 maggio il Pontefice ha richiamato la figura della cofondatrice della città insieme a San Bartolo Longo. Attilio Pepe: «Il mondo intero ha udito il nome di Marianna»
Vincenzo Lamberti

La Supplica a Pompei venerdì mattina ha assunto un significato ancor più rilevante con la presenza di Papa Leone XIV. Nel corso dell’evento è stata ricordata anche la contessa Marianna Farnararo de Fusco. Fondatrice della città insieme a San Bartolo Longo.

È stato proprio il Pontefice, affiancato dall’Arcivescovo Mons. Tommaso Caputo, a richiamarne la memoria. La contessa fu presenza originaria e quasi tutelare della fondazione della città . E delle opere di carità.

E, come sottolineato nel racconto di Attilio Pepe, «il mondo intero ha udito il nome di Marianna». Pronunciato nel contesto dell’evento e della partecipazione del Papa alla piazza gremita. È proprio Attilio Pepe a ricostruire il momento fondativo. Riportando l’8 maggio 1876, quando «veniva posta la prima pietra del nostro Santuario». Benedetta dal vescovo di Nola Monsignor Giuseppe Formisano.

Nel suo racconto emergono i fondatori «San Bartolo Longo e la contessa Marianna Farnararo de Fusco, circondati dai loro figli, dai sacerdoti e dai contadini che per primi credettero in quel sogno impossibile».

Da quel gesto iniziale, sottolinea ancora Pepe, ebbe origine «quel “miracolo di fede e carità” che oggi abbraccia il mondo intero». Costruito nel tempo grazie al contributo dei fedeli e dei “Pompeiani di ieri”. Ricordati per aver partecipato con sacrificio alla realizzazione del Tempio.

Il richiamo alla figura della contessa Marianna assume oggi anche un valore storico e identitario per la città mariana. Per decenni il suo ruolo è rimasto spesso in secondo piano rispetto alla figura di Bartolo Longo. Ma la memoria della nobildonna pugliese resta profondamente intrecciata alla nascita delle opere pompeiane, degli istituti assistenziali e dello sviluppo stesso della nuova Pompei.

La citazione pronunciata dal Papa durante la Supplica ha così restituito centralità a una donna che contribuì in modo determinante alla costruzione materiale e spirituale della città sorta all’ombra del Santuario.