Sorrento, cliente colpito da epatite A dopo una cena: chiuso ristorante
L'ALLARME
10 maggio 2026
L'ALLARME

Sorrento, cliente colpito da epatite A dopo una cena: chiuso ristorante

Scattano i controlli dell’Asl nell’ambito del monitoraggio straordinario in Campania: sospensione immediata dell’attività, sequestri e prescrizioni igienico-sanitarie
Marco Cirillo

Una cena a base di frutti di mare. Poi la diagnosi di epatite A. La segnalazione alle autorità sanitarie. E nel giro di poche ore il sopralluogo degli ispettori. È cominciato così il caso che ha portato alla chiusura immediata di un ristorante della costiera: un cliente ha riferito di aver consumato molluschi nel locale il 30 aprile scorso, circostanza che ha fatto scattare i controlli dell’Asl nell’ambito del monitoraggio straordinario disposto in Campania per la ricerca del virus.

Il provvedimento. Da quel momento la verifica si è trasformata in un provvedimento d’urgenza. Sospensione dell’attività. Sequestro di alimenti. Prescrizioni immediate per il ripristino delle condizioni igienico-sanitarie. È il quadro che emerge da un’ordinanza del Comune di Sorrento. Tutto nasce da «una segnalazione di caso di Epatite Virale A» riguardante «un soggetto che ha dichiarato di aver consumato in data 30/04/2026 frutti di mare presso il summenzionato ristorante».

L’ispezione. Il controllo si inserisce «più in generale nell’ambito delle attività di monitoraggio straordinario per la ricerca del virus Epatite A condotto dalla Regione Campania settore Sanitario». È il passaggio che accende la miccia. Da lì parte l’ispezione del personale medico e tecnico dell’Asl. Gli ispettori hanno disposto, si legge ancora, «la sospensione ad horas dell’attività di ristorazione» fino al ripristino dei requisiti previsti dalla normativa europea. I controlli hanno interessato «laboratorio di cucina – deposito – servizi igienici e spogliatoio». Con il contestuale «sequestro di numerosi alimenti privi di documentazione nell’ambito della rintracciabilità dei prodotti ed in più carenza di documentazione amministrativa».

La chiusura. Non si tratta, almeno allo stato degli atti, di un accertamento definitivo di nesso causale fra il consumo e il contagio. Ma il contesto è stato ritenuto sufficientemente serio da indurre una misura immediata. L’ordinanza riferisce infatti che, «valutata la gravità delle non conformità igienico-sanitarie rilevate», veniva disposta «la chiusura immediata dei locali in oggetto indicati, intimando alla parte di non proseguirla fino al ripristino dei requisiti igienico-sanitari previsti dal Reg CE 852/04». Il Comune, nel recepire il verbale sanitario, parla di «gravi carenze igienico-sanitarie riscontrate dall’Asl». Considerate «un rischio per la salute sia degli avventori dell’esercizio sia per la collettività». Per questo è stata confermata «in sede comunale la disposta sospensione».

L’emergenza. Il riferimento ai frutti di mare non è casuale. A Napoli, infatti, nei mesi scorsi si è registrata un’epidemia di epatite A che ha riportato alta la tensione sanitaria. A marzo 2026 i casi segnalati erano oltre 130, con un incremento che le autorità hanno collegato principalmente al consumo di frutti di mare crudi – soprattutto cozze, vongole e ostriche – potenzialmente contaminati. In diversi Comuni sono scattate apposite ordinanze con specifiche precauzioni. Mentre Asl e amministrazioni locali hanno intensificato monitoraggi e campionamenti.