Vertice in prefettura sui beni confiscati, piano da 9 milioni per Poggiomarino e Pomigliano
Nuovi investimenti per restituire alla collettività i beni confiscati alla criminalità organizzata e trasformarli in luoghi di inclusione sociale, legalità e sostegno alle fasce più fragili. È questo il tema al centro del tavolo di lavoro che si è svolto oggi a Palazzo di Governo. Vertice presieduto dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, e dal commissario straordinario per il recupero e la rifunzionalizzazione dei beni confiscati, Paola Spena. All’incontro hanno preso parte rappresentanti delle forze dell’ordine, dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e degli enti locali destinatari dei finanziamenti statali destinati ai progetti di recupero.
Al centro del confronto, in particolare, gli interventi finanziati con risorse statali per un valore complessivo superiore ai 9 milioni di euro e gestiti dalla Città Metropolitana di Napoli e dai Comuni di Afragola, Napoli, Melito di Napoli, Poggiomarino e Pomigliano d’Arco. Nei beni sottratti alla criminalità organizzata sorgeranno centri destinati alle donne vittime di violenza, spazi di socialità e inclusione e strutture dedicate a progetti sociali per il territorio. Tra le iniziative previste anche la realizzazione di un orto urbano solidale, pensato come luogo di aggregazione e partecipazione collettiva.
“L’incontro di oggi rappresenta un segnale di attenzione e vicinanza ai comuni impegnati in percorsi virtuosi di recupero e restituzione alla collettività dei beni sottratti alla criminalità organizzata”, ha dichiarato il commissario Paola Spena. Sottolineando come questi immobili possano diventare strumenti concreti di promozione della legalità e dell’inclusione sociale.
Sulla stessa linea anche il prefetto Michele di Bari, che ha evidenziato “l’importanza di iniziative capaci di trasformare quelli che erano simboli del potere criminale in veri e propri presidi di legalità”, rafforzando così il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Tra gli esempi citati durante il tavolo anche il recupero del Palazzo Fienga, storica roccaforte di un clan camorristico di Torre Annunziata, per il quale è stata recentemente avviata la demolizione.
Al posto dell’edificio sorgeranno una piazza e un parco urbano destinati alla cittadinanza, con l’obiettivo di riqualificare un’area da anni segnata dal degrado e dalla presenza criminale.

