Il MATT ospita “Memoria Viva”: la mostra di Luigi Gentile
ARTE
13 maggio 2026
ARTE

Il MATT ospita “Memoria Viva”: la mostra di Luigi Gentile

Al MATT inaugurazione della mostra giovedì 14 maggio 2026 alle ore 17:30. Mostra aperta dal 14 maggio al 7 giugno 2026.
Rita Inflorato

La mostra Memoria viva: attualità dell’antico nell’opera di Luigi Gentile, ospitata al MATT – Museo Archeologico Territoriale di Terzigno, propone un percorso che attraversa l’intera ricerca dell’artista mettendo in relazione pittura e archeologia, immaginazione e memoria storica. Il progetto espositivo costruisce un dialogo diretto tra le opere e il contesto museale che le accoglie, restituendo l’antico non come reperto statico, ma come presenza ancora attiva e generativa nel presente.

Luigi Gentile, nato a Gragnano (NA) nel 1938, pittore e medico, rappresenta una figura in cui istinto e formazione scientifica si intrecciano in modo unico. Dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università Federico II di Napoli nel 1965, sceglie progressivamente la pittura come vero linguaggio della propria identità. Egli stesso percepiva la sua vocazione artistica come una necessità interiore, quella di interpretare la vita attraverso il colore.

Appartenete alla generazione di mezzo, Gentile sviluppa una ricerca che parte da presupposti post-impressionistici per evolvere in una sintassi personale, capace di trasformare l’immagine in essenza e sensazione, fissando l’attimo in una dimensione sospesa e atemporale. Nei primi anni Sessanta si avvicina alla pittura, che diventerà progressivamente il centro assoluto della sua vita, senza mai interrompere del tutto il legame con la professione medica.


L’opera si sviluppa lungo una linea di fedeltà alla memoria storica e simbolica del Mediterraneo, inteso non come repertorio chiuso di forme, ma come patrimonio vivo di immagini, miti e narrazioni che continuano a interrogare l’uomo contemporaneo. Figure mitologiche, soggetti sacri, animali simbolici, architetture e oggetti archetipici emergono dai suoi dipinti e dai suoi pastelli come presenze sospese nel tempo.In questo orizzonte, l’antico non è inteso come passato distante, ma come struttura profonda del pensiero e dell’immaginazione. Cristo, Salomè, la Sacra Famiglia convivono con Pegaso, Perseo ed Europa, insieme ad anfore, elefanti, lupi e serpenti, componendo una costellazione iconografica che supera ogni confine cronologico per restituire un’unica grande narrazione della condizione umana.

Nel corso della sua carriera Gentile realizza oltre trenta mostre personali. Tra le più significative si ricordano quelle al Castel dell’Ovo e alla Sala Gemito di Napoli nel 1982. Nel 1985 si trasferisce a Varese, dove resta per circa un decennio, collaborando con istituzioni e realtà artistiche come la Cristalleria Verga e i Musei Civici di Varese, ottenendo riconoscimenti importanti, tra cui quelli dei Lions e un premio conferito a Bormio in occasione dei campionati mondiali di sci.

Particolarmente significativa è la sezione dedicata a Pompei, luogo reale e simbolico al tempo stesso, che assume nell’opera di Gentile un valore paradigmatico. Città della memoria per eccellenza, ma anche spazio della presenza e della sospensione del tempo, Pompei viene rielaborata non in chiave descrittiva, ma interiore. Nei dipinti e nei pastelli degli anni Ottanta, la città emerge come scenario mentale in cui l’antico riaffiora come esperienza viva.

Nel 1967 si sposa a Gragnano e diventa padre di tre figli, mantenendo sempre un forte legame tra vita familiare, professione e ricerca artistica. La sua produzione continua ad ampliarsi nel tempo, accompagnata da un crescente riconoscimento critico e istituzionale.

La scelta del Museo Archeologico Territoriale di Terzigno come sede espositiva rafforza ulteriormente questo dialogo. Le opere di Luigi Gentile entrano in risonanza con il contesto archeologico che le accoglie, instaurando un confronto diretto tra reperto e interpretazione, tra materia storica e visione pittorica.


Nel 2022, a un mese dalla sua scomparsa, viene istituito lo “Spazio Luigi Gentile” presso la Biblioteca Comunale di Gragnano. Nel 2024 le sue opere sono esposte alla Biennale Space di Venezia. Nel 2025, al Castel Nuovo, viene realizzata la prima grande retrospettiva organica a cura dell’Archivio Luigi Gentile, NAPOLITUDINE, nell’ambito delle celebrazioni di Napoli 2500, con il patrocinio della Regione Campania, della Città Metropolitana di Napoli, del Comune di Napoli e dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.

La mostra invita così il visitatore a riconoscere nella pittura di Luigi Gentile una forma di custodia attiva della memoria, in cui l’immagine antica non viene conservata, ma continuamente rigenerata. È in questo processo di riattivazione che la memoria diventa viva e l’antico si manifesta non come lontananza, ma come presenza.