Tangentopoli a Sorrento: la procura ordina 7 arresti
L'INCHIESTA
13 Maggio 2026
L'INCHIESTA

Tangentopoli a Sorrento: la procura ordina 7 arresti

Lo scandalo delle mazzette che ha travolto il Comune con l'arresto dell'ex sindaco Massimo Coppola
Andrea Ripa

Un sistema corruttivo “generalizzato e sistematico”, costruito attorno agli appalti pubblici del Comune di Sorrento, alle gare pilotate, ai concorsi comunali e a una rete di imprenditori, professionisti e funzionari che — secondo la Procura di Torre Annunziata (procuratore capo Nunzio Fragliasso, sostituto procuratore Giuliano Schioppi) avrebbe trasformato il palazzo municipale in una centrale di spartizione di affidamenti e favori.

È il quadro che emerge dalla nuova ordinanza cautelare eseguita ieri dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto “sistema Sorrento”, già esplosa nel luglio 2025 con l’arresto dell’ex sindaco Massimo Coppola.

Sette persone sono finite agli arresti domiciliari, mentre altre due sono state colpite dal divieto di dimora in Campania. Le accuse, a vario titolo, sono pesantissime: corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti e turbata libertà di scelta del contraente. Al centro delle indagini ci sono appalti, affidamenti diretti e concorsi pubblici gestiti dal Comune di Sorrento tra il 2022 e il 2024.

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Tra i destinatari delle misure cautelari figurano un dirigente comunale, un funzionario amministrativo del Comune di Sorrento, un commercialista ed ex consigliere comunale, due imprenditori, un giornalista componente di commissioni giudicatrici e perfino un barbiere. Colpiti dal divieto di dimora un ingegnere e un imprenditore.

Complessivamente vengono contestati undici capi di imputazione: sette episodi di corruzione e quattro gare pubbliche ritenute alterate.L’indagine, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata e sviluppata dalla Guardia di Finanza di Massa Lubrense, fotografa un presunto sistema di relazioni opache costruito attorno agli affidamenti pubblici.

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Durissimo il passaggio contenuto nell’ordinanza del Gip, secondo cui “il metodo della collusione, degli accordi tra pubblici ufficiali, faccendieri e imprenditori” sarebbe stato “una modalità di gestione di relazioni ed attività professionali”.

Tra gli episodi contestati compare l’affidamento per la promozione del “brand Sorrento” alla ditta individuale Comunicando, vicenda per la quale viene ipotizzato il reato di corruzione. Sotto la lente anche il progetto “Sorrento Asia Europa Italia”, affidato alla Kidea srl, contestato sia sotto il profilo corruttivo sia per turbativa d’asta.

Nel mirino degli investigatori anche il progetto per i servizi demografici affidato alla Civico srl, la fornitura e posa delle “smart bench” commissionata alla Hap Digital srl, e soprattutto l’adeguamento tecnologico del Teatro Tasso, appalto assegnato al Consorzio Stabile Valore Assoluto. Contestata inoltre la gestione del Teatro Tasso affidata all’Ufficio K srl. Le indagini toccano pure il fronte dei concorsi pubblici. Uno degli episodi riguarda il concorso per un posto da istruttore amministrativo al Comune di Sorrento, per il quale la Procura ipotizza un accordo corruttivo.

Altre contestazioni riguardano i concorsi per due posti da istruttore tecnico e quattro posti da istruttore di vigilanza.Tra le procedure finite sotto accusa ci sono anche gli eventi “Torna a Surriento” e “M’illumino d’inverno”, affidati alla Fenice, per i quali vengono contestate turbative degli incanti.

Capitolo ulteriore dell’inchiesta è quello sullo Stadio Italia, impianto del Sorrento Calcio, interessato da lavori di riqualificazione per oltre 5,4 milioni di euro. Secondo la Procura, la gara sarebbe stata manipolata attraverso un artificioso frazionamento degli incarichi di progettazione, così da evitare il superamento della soglia europea e consentire affidamenti diretti controllabili dall’interno del Comune. Gli investigatori sostengono inoltre che elaborati progettuali sarebbero stati consegnati in anticipo agli imprenditori “preselezionati”.

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Il Gip ha riconosciuto la sussistenza della turbativa relativa agli incarichi di progettazione e ha richiamato anche le valutazioni dell’Anac, che avrebbe evidenziato la violazione del divieto di artificioso frazionamento previsto dal nuovo Codice degli Appalti. Tuttavia il giudice ha rigettato la richiesta di sequestro preventivo dello stadio, ritenendo non raggiunti i gravi indizi per la turbativa relativa alla gara dei lavori.

Contestualmente le Fiamme Gialle stanno eseguendo anche un sequestro preventivo nei confronti dell’ex sindaco Massimo Coppola e del suo collaboratore Raffaele Guida, conosciuto come “Il Sensitivo”. Le somme sequestrate ammontano rispettivamente a 199.938 euro per Coppola e 171.167 euro per Guida, ritenuti provento delle presunte condotte corruttive già contestate nella precedente ordinanza del luglio 2025.

La Procura aveva chiesto misure cautelari anche per altri dodici indagati – tra dirigenti comunali, dipendenti e imprenditori – ma il Gip, pur riconoscendo in alcuni casi la presenza di gravi indizi di colpevolezza, ha escluso l’esistenza delle esigenze cautelari necessarie per disporre gli arresti.