Veleni nel Sarno, sequestrato un altro cantiere navale a Torre Annunziata
AMBIENTE
13 Maggio 2026
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Veleni nel Sarno, sequestrato un altro cantiere navale a Torre Annunziata

Michele De Feo

Un nuovo sequestro a Torre Annunziata riaccende l’attenzione sull’inquinamento del Sarno e sulla tutela del mare lungo la costa vesuviana. La procura della Repubblica presso il tribunale di Torre Annunziata ha disposto il sequestro preventivo del cantiere navale Izzo Mare Srl, nell’area portuale oplontina, nell’ambito delle attività investigative finalizzate ad accertare e rimuovere le cause dell’inquinamento del fiume Sarno. Il provvedimento è stato eseguito l’11 maggio 2026 dal Noe dei carabinieri di Napoli e dalla capitaneria di porto – Guardia Costiera di Castellammare di Stabia, con il supporto tecnico dell’Arpa Campania. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, nel cantiere sarebbero stati contestati scarichi di acque reflue industriali privi di autorizzazione, deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e mancanza dei titoli previsti per le emissioni in atmosfera.

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Le verifiche hanno riguardato due aree esterne utilizzate per attività di cantieristica e rimessaggio di imbarcazioni, che sarebbero state svolte senza le necessarie autorizzazioni ambientali. Gli investigatori hanno inoltre accertato la presenza di un sistema di convogliamento delle acque di dilavamento: quelle provenienti da una prima area sarebbero finite direttamente in mare, mentre quelle di una seconda zona sarebbero confluite in alcune vasche e successivamente in una vasca assorbente.

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Durante i controlli è stata rilevata anche la presenza di un corpo di fabbrica adibito a lavorazioni di falegnameria, incollaggio, carteggio, resine e vetroresine, oltre ad attività meccaniche ed elettriche. Secondo la Procura, tali operazioni sarebbero state effettuate in maniera irregolare e in assenza delle autorizzazioni ambientali previste dalla normativa. Per questo motivo è stato disposto il sequestro d’urgenza dell’intero cantiere, esteso a una superficie complessiva di circa 15mila metri quadrati, per impedire la prosecuzione delle condotte contestate e l’aggravarsi delle conseguenze ambientali. L’operazione rientra nella più ampia attività investigativa coordinata dalla Procura di Torre Annunziata sul bacino del Sarno e sui territori costieri collegati, con controlli continui finalizzati a individuare e reprimere le fonti di inquinamento ambientale.

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Le indagini si inseriscono inoltre nel protocollo d’intesa sottoscritto nel dicembre 2025 dalle Procure di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, insieme alle Procure Generali di Napoli e Salerno, all’Arpac e alle forze di polizia giudiziaria impegnate nella tutela ambientale. Un’azione che conferma la linea dura contro gli illeciti ambientali lungo il litorale campano.