Le radici del coraggio: a Gragnano un convegno che celebra Margherita Sarrocchi e Marianna Spagnuolo
«L’anima di un territorio si rivela attraverso le vite di chi l’ha abitata» così il Professore Giuseppe Di Massa ha dato inizio al convegno che si è tenuto ieri a Gragnano per celebrare due delle figure femminili che hanno lasciato un segno indelebile nella storia di Gragnano.
L’incontro tenutosi ieri sera al Chiostro di S. Agostino ha squarciato il velo dell’oblio su due donne straordinarie: Margherita Sarrocchi e Marianna Spagnuolo. Due figure vissute in epoche diverse ma aventi una radice in comune: quella della fiera affermazione di sé stesse. Il filo rosso che le accomuna si collega direttamente alle lotte femminili della storia. Attraverso le voci dello storico Peppe di Massa e della Presidentessa di FIDAPA Mariarosaria Tortoriello, le figure di Margherita e di Marianna sono riuscite a lasciare un segno indelebile ancora una volta. Come ha ricordato Di Massa, infatti, quest’anno celebriamo anche l’ottantesimo anniversario del diritto di voto alle donne, un diritto che ancora oggi viene spesso presentato come una concessione, parola che, come ricorda il Professore, richiama l’idea di un regalo. In realtà, esso è il risultato di una conquista costata la vita alle migliaia di donne che hanno lottato e combattuto durante la Resistenza.
Margherita Sarrocchi: la donna che sfidò l’inquisizione
Nata a Gragnano nel 1560 e spentasi nel 1617, Margherita Sarrocchi visse in un’epoca dominata dall’oscurantismo: la Chiesa Cattolica era ancorata a idee obsolete che non potevano essere in alcun modo contraddette. Fu l’epoca di Galileo Galilei, costretto a rinnegare le sue idee per non perdere la vita. In questa epoca, nella quale le donne venivano bruciate al rogo per qualsiasi futile motivo, Margherita Sarrocchi non ebbe paura di schierarsi dalla parte di Galilei. La donna, cosciente del proprio sapere sia nelle materie scientifiche che in quelle umanistiche, riuscì anche a penetrare nelle accademie scientifiche e letterarie dell’epoca, ovviamente dominate da soli uomini. Oltre al rapporto epistolare con Galileo Galilei, Margherita intrattenne rapporti con altre menti brillanti del suo tempo come Tasso e Giovan Battista Marino. Il suo capolavoro “La Scanderbeide” fu uno dei primi poemi eroici scritti da una donna. Oggi, paradossalmente Margherita Sarrocchi è più conosciuta negli Stati Uniti che in Italia e resta un simbolo di eccellenza che Gragnano rivendica con orgoglio.
Marianna Spagnuolo: la nobildonna che scelse la libertà
Il convegno ha poi acceso i riflettori anche su un’altra donna: Marianna Spagnuolo deceduta nel 1916. A Gragnano, una delle strade principali è proprio intitolata a lei ma il suo volto è rimasto a lungo nascosto, fino al recente ritrovamento di una fotografia: la donna in abiti maschili regge in un braccio un archibugio e degli uccelli che aveva cacciato. Figlia del nobile Francesco Spagnuolo, Marianna sposò il notaio Ludovico Dello Ioio, fu tuttavia un matrimonio infelice a causa della gelosia dell’uomo che condusse la donna a scegliere la propria libertà. Di Marianna Spagnuolo il Professore Di Massa ha ricordato in particolare la generosità, la donna infatti, ha lasciato il suo patrimonio in eredità all’ospedale di Gragnano.
Margherita Sarrocchi e Marianna Spagnuolo sono solo due delle centinaia di donne che dovremmo ricordare per il loro coraggio, ed è proprio questa la promessa di Peppe Di Massa e Mariarosaria Tortoriello: continuare a scavare nella memoria locale per ridare voce a quelle donne il cui coraggio ha condotto alle conquiste del presente.

