Napoli, al via “Beni Confiscati Porte Aperte” per i 30 anni della legge sul riuso sociale
LEGALITA' E INCLUSIONE
15 maggio 2026
LEGALITA' E INCLUSIONE

Napoli, al via “Beni Confiscati Porte Aperte” per i 30 anni della legge sul riuso sociale

Dal 18 al 22 maggio visite, laboratori e incontri nei beni sottratti alla criminalità organizzata e affidati al Terzo Settore
Angela Conte

Trasformare il patrimonio sottratto alla criminalità in avamposti di speranza, lavoro e inclusione. È questo lo spirito di “Beni Confiscati Porte Aperte“, l’iniziativa promossa dal Comune di Napoli, dalla Fondazione Pol.i.s. e da Libera, presentata questa mattina nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo.

Un progetto normativo

L’evento celebra il trentesimo anniversario della Legge 109/1996, la norma che ha sancito il riutilizzo sociale dei beni confiscati, rendendo l’Italia un modello internazionale nella lotta alle mafie.

Dal 18 al 22 maggio, associazioni e cooperative del Terzo Settore apriranno le porte dei beni loro assegnati a Napoli per offrire alla cittadinanza visite guidate, laboratori didattici e momenti di confronto.

«Restituire dignità collettiva agli spazi della criminalità»

«Aprire le porte dei beni confiscati significa mostrare ai cittadini che la legalità non è un concetto astratto, ma un valore che produce servizi, cultura e occupazione. In questi trent’anni, Napoli ha dimostrato che è possibile strappare spazi alla criminalità per restituirli alla dignità collettiva. Il Consiglio Comunale sostiene con forza questo percorso, convinto che la trasparenza e la partecipazione siano i migliori anticorpi contro ogni forma di prevaricazione» ha detto Enza Amato, presidente del Consiglio Comunale di Napoli.

«È fondamentale sostenere la raccolta firme di Libera»

Per Antonio De Iesu, assessore alla Polizia Locale e alla Legalità «questa iniziativa non è solo una celebrazione, ma un’operazione di trasparenza e consapevolezza. Vogliamo che i napoletani vedano con i propri occhi come un bene che un tempo era simbolo del potere criminale oggi sia diventato un centro sociale, una scuola o una cooperativa. È fondamentale, inoltre, sostenere la raccolta firme di Libera per destinare una quota del Fondo Unico di Giustizia al riuso sociale: servono risorse certe affinché questi presìdi di legalità possano essere messi in sicurezza e potenziati»

Il Programma e la mobilitazione

Il calendario di appuntamenti coinvolgerà l’intero territorio cittadino, con l’obiettivo di offrire una “fotografia” aggiornata delle oltre mille esperienze di riutilizzo attive nel Paese. Alla conferenza stampa hanno preso parte anche il presidente della Commissione Legalità Pasquale Esposito, il referente regionale di Libera Mariano Di Palma, Enrico Tedesco per Fondazione Pol.i.s. e la dirigente del Servizio Beni Confiscati, Nunzia Ragosta.