Napoli, torna il Premio Campania Coraggiosa dedicato alle eccellenze del territorio
Torna il “Premio Campania Coraggiosa”, il riconoscimento annuale ideato da Ferdinando Sorrentino e realizzato dal maestro scultore Domenico Sepe, nato per valorizzare le eccellenze campane che contribuiscono, con il proprio lavoro, a costruire una immagine positiva e generativa del territorio.
Dalla legalità alla medicina, dall’impegno sociale alla cultura, passando per giornalismo, arte e ricerca. Dopo le prime due edizioni, svoltesi tra il 2024 e il 2025, la terza si terrà il prossimo 22 maggio alle ore 17 nella suggestiva cornice di Villa Doria D’Angri a Napoli, con il patrocinio del Comune di Napoli e la collaborazione dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope.
L’iniziativa è promossa dall’associazione culturale “Non me ne vado”, realtà impegnata nella valorizzazione del capitale umano e culturale della Campania.
Il valore del riconoscimento
L’obiettivo del premio è raccontare una Campania diversa, fatta di persone che ogni giorno operano nei rispettivi ambiti con responsabilità, competenza e senso civico. Un’idea di coraggio, che non si lega soltanto ai gesti straordinari, ma anche alla capacità quotidiana di restare, costruire, innovare e generare impatto sociale in contesti spesso complessi.
I vincitori dell’edizione annuale
Tra i premiati dell’edizione 2026 figurano rappresentanti delle istituzioni, del mondo scientifico, sanitario, culturale e dell’informazione.Riceveranno il riconoscimento, tra gli altri, il presidente della Corte dei Conti Campania Massimo Gagliardi, il presidente del Consiglio regionale della Campania Massimiliano Manfredi, il presidente di UNICEF Italia Nicola Graziano, lo scienziato e oncologo Antonio Giordano, l’attrice Rosalia Porcaro, lo stilista Gianni Molaro, il direttore di Canale 8 Gennaro Coppola, lo scrittore e vicedirettore de Il Mattino Vittorio Del Tufo.
Il premio, dunque, continua a dare spazio a professionisti, operatori sociali, medici, artisti e figure impegnate nella crescita civile del territorio. Una scelta che rappresenta il cuore della manifestazione: mettere insieme mondi diversi ma accomunati dalla volontà di produrre valore collettivo.

