Castellammare, l’assedio dello Stato al rione-bunker: raffica di perquisizioni a Santa Caterina
Raffica di perquisizioni nel rione di Santa Caterina, nel cuore del centro antico di Castellammare di Stabia, storica roccaforte del gruppo criminale dei Di Somma. Da settimane gli agenti della polizia di Stato e i carabinieri della compagnia di Castellammare stanno passando al setaccio abitazioni, ruderi e immobili abbandonati del quartiere nel tentativo di individuare depositi di droga e armi riconducibili all’organizzazione.
Il bilancio delle ultime operazioni ha già portato a un arresto. In manette è finito un 27enne, già noto alle forze dell’ordine, sorpreso nella propria abitazione con oltre 400 dosi di crack pronte per essere immesse sul mercato dello spaccio. Secondo gli investigatori il giovane sarebbe vicino proprio agli ambienti del gruppo dei Di Somma, organizzazione che negli ultimi anni avrebbe consolidato il proprio peso criminale all’interno del centro storico stabiese.
Le attività di controllo si stanno concentrando soprattutto tra i vicoli del rione bunker di Santa Caterina dove gli investigatori ritengono sia in corso una massiccia movimentazione di cocaina. Una disponibilità, quella dell’oro bianco, ritenuta indicativa di una rinnovata forza economica e operativa del gruppo criminale, capace negli ultimi tempi di rafforzare la propria rete soprattutto tra i più giovani. Il gruppo, storicamente attivo sin dagli anni Novanta, è cresciuto all’ombra del clan Clan D’Alessandro, la cosca egemone nell’area stabiese da quasi mezzo secolo.
Ma secondo quanto emerso nelle più recenti indagini della Dda, l’organizzazione del centro antico avrebbe progressivamente conquistato margini di autonomia sempre più ampi, fino a costruire un proprio sistema di gestione delle piazze di spaccio e delle attività illecite. Uno scenario che avrebbe portato anche a momenti di forte tensione con la cosca di Scanzano. Oggi l’attenzione degli investigatori è concentrata soprattutto sul controllo del territorio e sulla rete di giovani che graviterebbe intorno all’organizzazione.
Nel mirino delle forze dell’ordine sono finiti anche ragazzi incensurati o apparentemente lontani dagli ambienti criminali, sospettati però di svolgere ruoli di supporto logistico e operativo per il gruppo. Un ruolo chiave, secondo gli inquirenti, lo avrebbero ancora i vecchi edifici fatiscenti del centro antico. Strutture abbandonate e difficili da controllare, da sempre utilizzate come nascondigli per armi, droga e basi operative dello spaccio.
Proprio su questi immobili si stanno concentrando molte delle ultime perquisizioni effettuate con l’ausilio delle unità cinofile. A rendere ancora più delicato il quadro investigativo è anche il ritorno in libertà di figure storiche della mala del quartiere.Tra queste quella di Raffaele Di Somma, storico reggente del gruppo di Santa Caterina, tornato completamente libero la scorsa estate dopo oltre trent’anni trascorsi tra carcere e casa lavoro.
Un ritorno a Castellammare osservato con particolare attenzione dagli investigatori, convinti che le recenti scarcerazioni eccellenti possano aver contribuito a rimescolare nuovamente gli equilibri criminali del centro antico stabiese. In questo contesto proseguono le operazioni interforze di monitoraggio e controllo. Polizia e carabinieri continuano a presidiare il quartiere, nel tentativo di arginare la crescita di un’organizzazione che, secondo gli investigatori, starebbe vivendo una nuova fase di espansione criminale.

