Vincenzo massacrato e ucciso di botte ad Angri, a processo un ex pugile
LA DECISIONE
16 maggio 2026
LA DECISIONE

Vincenzo massacrato e ucciso di botte ad Angri, a processo un ex pugile

Alla sbarra Luca Fedele di 50 anni, accusato di omicidio preterintenzionale
Mario Memoli

Uccise durante una lite il 35enne angrese Vincenzo Mazza, colpito da una serie di pugni violenti al volto. La vittima cadde a terra, battendo violentemente la testa, e morì sul colpo. Giudizio immediato e rito abbreviato per l’ex pugile salernitano Luca Fedele, 50 anni, accusato di omicidio preterintenzionale. Comparirà in aula il prossimo 1° giugno davanti al gup del tribunale di Salerno, Rossella Setta.

Parte offesa nel procedimento penale sono il padre, la madre e la sorella della vittima, assistiti dagli avvocati Giovanni Pentangelo, Carmela Fattoruso, Giovanni Vitale e Lucia Apuzzo. Mazza morì lo scorso dicembre in un appartamento del rione Picarielli, a Salerno. Fedele aveva inizialmente raccontato agli inquirenti di essersi imbattuto in un ladro e di averlo ucciso durante una colluttazione. Ma, dopo una notte in caserma e un lungo interrogatorio, il 50enne venne arrestato e sottoposto a fermo.

L’uomo, difeso dall’avvocato Maurizio De Feo, è un ex pugile noto anche per diversi precedenti penali. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vittima sarebbe arrivata nell’abitazione del suo aggressore e, poco dopo, tra i due sarebbe scoppiata una discussione degenerata in tragedia, al primo piano di una palazzina popolare di via D’Annunzio, nella zona orientale di Salerno. All’arrivo delle forze dell’ordine furono trovate nell’appartamento alcune dosi di droga, particolare che spinse gli inquirenti a ipotizzare che i due avessero consumato stupefacenti prima della lite. Il diverbio, inizialmente verbale, si sarebbe trasformato in uno scontro fisico.

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Il proprietario dell’appartamento avrebbe colpito Mazza con diversi pugni al volto. Due di questi, secondo il medico legale, sarebbero stati fatali. Il 35enne, originario di Nocera Inferiore e domiciliato ad Angri, sarebbe poi crollato al suolo, battendo violentemente la testa sul pavimento. La prima versione fornita da Luca Fedele rischiò di depistare le indagini. Lo stesso 50enne, dopo aver allertato i soccorsi, sostenne che vi fosse stato un tentativo di furto in casa: avrebbe sorpreso un intruso e, nel tentativo di difendersi durante la colluttazione, lo avrebbe colpito.

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Le dichiarazioni dell’uomo, però, ressero poco. I carabinieri del comando provinciale di Salerno riuscirono rapidamente a ricostruire la dinamica dei fatti. Successivamente Fedele venne trasferito in carcere. Alcuni residenti della palazzina avevano lanciato l’allarme ai soccorritori e alle forze dell’ordine. Sul posto arrivarono una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei carabinieri e un’ambulanza. All’interno dell’appartamento, al primo piano dello stabile, i soccorritori trovarono il corpo di Vincenzo Mazza già privo di vita. Nonostante il tempestivo intervento, per il 35enne non ci fu nulla da fare. Nell’abitazione era presente anche il suo aggressore, che aveva raccontato soltanto una versione parziale dei fatti. Le indagini, proseguite serratamente fino all’alba, e il successivo accompagnamento in caserma del proprietario dell’appartamento permisero di chiarire gran parte della vicenda.

Fedele sarà ora processato con rito abbreviato e dovrà difendersi, a partire dal 1° giugno, dall’accusa di omicidio preterintenzionale.