Morte di Domenico, nuovo scontro durissimo tra la famiglia del piccolo e il Monaldi
TRAPIANTO FALLITO
16 maggio 2026
TRAPIANTO FALLITO

Morte di Domenico, nuovo scontro durissimo tra la famiglia del piccolo e il Monaldi

Il braccio di ferro dopo la morte del bimbo per un trapianto fallito
Andrea Ripa

Nuovo duro scontro sul caso della morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di quasi due anni e mezzo morto il 21 febbraio scorso all’Ospedale Monaldi dopo un trapianto di cuore non riuscito. Al centro della polemica, ancora una volta, i rapporti tra la famiglia del piccolo e la direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. A far esplodere il caso è stato l’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori del bambino, che in una nota ha lanciato un ultimatum alla direzione sanitaria dell’azienda ospedaliera.

“Se entro lunedì non avranno trovato un altro medico legale o ‘ritrovato il dottore Maiorino’ – ha dichiarato – dovrò chiedere nuovamente con forza, e magari stavolta di persona, le dimissioni della direttrice generale Anna Iervolino”. Secondo il legale, nelle ultime settimane sarebbero emerse una serie di criticità nel confronto avviato con l’ospedale. Francesco Petruzzi sostiene infatti che inizialmente sarebbe stata prospettata “l’indisponibilità della cartella clinica” del piccolo e, successivamente, una presunta corresponsabilità della struttura sanitaria di Bolzano.

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L’avvocato punta inoltre il dito contro la gestione del supporto medico-legale dell’azienda. “Adesso sostengono di non avere un medico legale strutturato”, afferma, chiedendosi quale sia il ruolo del dottor Cosimo Maiorino, indicato nei verbali degli incontri come medico legale dell’azienda ospedaliera. Petruzzi ha inoltre spiegato che un altro professionista coinvolto nella vicenda, il dottor Maiellaro, avrebbe lasciato l’incarico dopo la scoperta di un presunto conflitto di interessi, in quanto difensore di uno degli indagati nel procedimento penale aperto nei confronti di sette sanitari.

Parole che hanno provocato l’immediata replica della direzione strategica dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, che in una nota si è detta “basita” per le dichiarazioni del legale della famiglia Caliendo. “L’ultimatum dell’avvocato Petruzzi e le sue parole sono irricevibili e intollerabili”, scrive l’azienda ospedaliera, definendo le accuse “assolutamente prive di fondamento”. La direzione precisa inoltre che il dottor Cosimo Maiorino “non si è mai dimesso né ha mai pensato di farlo” e continua a svolgere il proprio incarico insieme ai legali nominati dall’azienda.

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Nel comunicato, l’ospedale sottolinea anche come sia “improprio” chiamare in causa la direzione generale e il presidente della Regione Campania in una fase definita “strettamente tecnico-giuridica”. Infine, la direzione strategica richiama gli avvocati “ai doveri di continenza, correttezza e lealtà”, annunciando la possibilità di tutelare nelle sedi competenti “la serenità, l’onorabilità e l’immagine dell’Azienda ospedaliera dei Colli e dei suoi professionisti”.