Torre Annunziata, politica sotto accusa: nessun taglio con il passato
Nonostante i cambi di sindaco e di maggioranza, molti consiglieri appartengono a famiglie o ambienti politici già consolidati, aprendo nuovi interrogativi sulla capacità di rinnovamento.
A Torre Annunziata il passato sembra non passare mai. Cambiano amministrazioni ed equilibri politici, ma attorno al Comune continuerebbero a orbitare sempre le stesse persone. È uno dei passaggi più delicati emersi dall’audizione del procuratore Nunzio Fragliasso davanti alla Commissione parlamentare Antimafia, chiamata ad approfondire il quadro politico-amministrativo della città e i possibili rischi di condizionamento criminale.
Il punto centrale è la discontinuità mancata. Fragliasso avrebbe insistito sulla difficoltà di individuare una reale rottura con le stagioni precedenti. Una lettura che si scontra con la linea sostenuta dall’ex sindaco Corrado Cuccurullo, che all’arrivo della commissione d’accesso rivendicò una squadra quasi del tutto nuova, con 13 consiglieri su 15 alla prima esperienza amministrativa.
Ma il quadro che emerge racconta altro. Dietro il rinnovamento formale riaffiorano presenze storiche, legami politici e rapporti familiari. C’è chi ha semplicemente cambiato collocazione politica, chi ha ricoperto incarichi in passato ed è tornato in aula e chi, invece, è stato sostituito da parenti o figure riconducibili agli stessi ambienti.
Tra i casi c’è quello di Emanuela Cirillo, già assessore durante l’amministrazione Ascione e oggi consigliera comunale, politicamente vicina a Pasquale Iapicca, nome storico della politica oplontina. In consiglio siede anche Sofia Donnarumma, ex assessore e compagna dell’ex vicesindaco Gaetano Veltro, così come Raffaella Celone, assessore ai tempi di Starita e oggi consigliera comunale, moglie dell’ex city manager Vincenzo Sica.
Accanto alle permanenze politiche emergono anche i passaggi di testimone familiari. Aldo Ruggiero fu assessore con Ascione e oggi il figlio Gaetano siede in consiglio comunale. Francesco Colletto era consigliere durante l’era Ascione, mentre oggi la sorella Antonietta è consigliera di maggioranza con Cuccurullo. Maria Di Maio, poi dimessasi, è legata da rapporti di parentela all’ex sindaco Ascione. Clelia Sansone, attuale consigliera di maggioranza, è invece moglie dell’ex consigliere Nunzio Di Capua. Così come in giunta siede Daniele Carotenuto, figlio dell’ex sindaco Antonio.
Il quadro si completa con figure che hanno attraversato più stagioni amministrative cambiando schieramento ma mantenendo un ruolo centrale nella vita politica cittadina. Davide Alfieri, oggi presidente del consiglio comunale, rappresenta una presenza consolidata da oltre vent’anni a Palazzo Criscuolo. Brunone Avitabile, già consigliere ai tempi di Ascione, è oggi in maggioranza, mentre Mauro Iovane e Antonio Pallonetto, anch’essi consiglieri durante quella stagione politica, siedono ora all’opposizione insieme a Michele Avitabile. A chiudere il cerchio c’è Raffaele De Stefano, consigliere durante l’amministrazione Starita e oggi esponente della minoranza.
È proprio in questa continuità che si inseriscono le perplessità della Procura: quello che dovrebbe appartenere al passato continuerebbe invece a rappresentare il presente di una città amministrata, da decenni, sempre dagli stessi ambienti politici o da figure ad essi riconducibili. Una fotografia che lascia aperti interrogativi sulla reale capacità di Torre Annunziata di segnare una concreta discontinuità amministrativa.

