Castellammare. Raccolta fondi per una nuova sede dell’Aliante
L'ASSOCIAZIONE
17 maggio 2026
L'ASSOCIAZIONE

Castellammare. Raccolta fondi per una nuova sede dell’Aliante

L'Aliante cerca una nuova sede per i talenti diversamente abili
Tiziano Valle

La diversità non come limite, ma come valore aggiunto. Non come elemento discriminante, ma come patrimonio arricchente. È questo lo spirito con cui l’associazione “L’Aliante” di Castellammare di Stabia si appresta a tornare sotto i riflettori dopo anni difficili, segnati dal blocco della pandemia e dalla mancanza di una struttura adeguata.

 

Lo spettacolo

L’appuntamento con il grande rilancio è fissato per il prossimo 31 maggio alle ore 19.30 presso il Miramare, dove i ragazzi dell’associazione saranno i protagonisti assoluti della performance libera “Dal buio alla rinascita. Oltre l’inizio della luce”. Non sarà un semplice spettacolo, ma un mosaico di storie di vita vissuta. La performance, scritta e realizzata prendendo spunto dai racconti personali degli stessi iscritti, prenderà forma in diretta su tela, accompagnata da note e parole.

 

La raccolta fondi

In scena saliranno giovani che non vogliono sentirsi “diversi”, ma semplicemente unici. L’evento ha uno scopo concreto e vitale per il futuro dell’associazione: raccogliere i fondi necessari per trovare una nuova sede. Uno spazio inclusivo dove i ragazzi possano suonare, scrivere, disegnare e, soprattutto, vivere e non sopravvivere, aprendo le porte a nuovi talenti diversamente abili del territorio.

 

L’associazione

Dal 2000 “L’Aliante” lavora instancabilmente per e con i ragazzi sul territorio stabiese. Tuttavia, l’emergenza Covid e la perdita di una sede stabile hanno drasticamente ridotto le attività e il numero di iscritti. «Adesso i giovani si incontrano in uno spazio privato non adeguato, con barriere architettoniche e un ambiente limitante», spiega con forza e determinazione Annamaria Auricino Santoro, presidente dell’associazione e mamma di Gaetano, uno degli artisti che salirà sul palco.

 

L’impegno dei volontari

La voglia di riscatto, però, è più forte di qualsiasi ostacolo architettonico: «Abbiamo deciso di riprovarci, avvalendoci di tutor esperti e collaborazioni esterne per realizzare i sogni dei nostri ragazzi. Loro vogliono gridare al territorio: noi ci siamo, ascoltateci». Il 31 maggio al Miramare la cittadinanza avrà l’occasione di rispondere a questo appello, sostenendo un progetto che trasforma il disagio in arte e la fragilità in una nuova, luminosa rinascita.