L’affare dello spaccio e del pizzo gestito dal carcere: 23 arresti nel clan Moccia
L'INCHIESTA
19 maggio 2026
L'INCHIESTA

L’affare dello spaccio e del pizzo gestito dal carcere: 23 arresti nel clan Moccia

L'operazione all'alba contro capi e gregari della cosca che controlla gli affari illeciti ad Afragola e nell'area di Napoli Nord
Andrea Ripa

Ricevevano ordini direttamente dai boss detenuti e imponevano il pizzo a commercianti e imprenditori dell’area nord di Napoli. E quando qualcuno esitava o provava a sottrarsi alle richieste estorsive, entravano in azione con pistole e intimidazioni, arrivando a sparare contro le serrande dei negozi per terrorizzare le vittime. È il quadro emerso dal maxi blitz anticamorra eseguito all’alba dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. I militari hanno notificato 26 misure cautelari emesse dal gip: 23 arresti in carcere e tre divieti di dimora.

Scarcerati i boss del clan Moccia, verifiche in corso

Scarcerati i boss del clan Moccia, verifiche in corso

La vicenda della scarcerazione dei presunti boss del clan camorristico Moccia per decorrenza dei termini di custodia cautelare è oggetto…

Al centro dell’inchiesta il gruppo dei cosiddetti “Panzarottari”, ritenuto una propaggine del clan Moccia di Afragola. Secondo gli investigatori, il sodalizio criminale gestiva estorsioni sistematiche ai danni di attività commerciali e una fiorente piazza di spaccio di cocaina, hashish e marijuana. Le indagini hanno documentato un’organizzazione strutturata e radicata sul territorio, capace di mantenere saldo il controllo anche con i vertici detenuti. I capi del gruppo, infatti, pur rinchiusi in carcere, sarebbero riusciti a impartire ordini e direttive ai propri affiliati utilizzando telefoni cellulari introdotti illegalmente negli istituti penitenziari.

Processo al clan Moccia di Afragola, restano liberi i componenti del clan

Processo al clan Moccia di Afragola, restano liberi i componenti del clan

Restano in libertà i componenti della famiglia Moccia, per la Procura di Napoli, a capo dell'omonima famiglia malavitosa di Afragola:…

La pressione sulle vittime sarebbe stata costante. In diversi episodi ricostruiti dagli investigatori, gli affiliati avrebbero fatto ricorso alle armi per piegare la resistenza di commercianti e imprenditori, esplodendo colpi d’arma da fuoco contro le attività commerciali considerate “poco collaborative”. Un sistema intimidatorio finalizzato a consolidare il controllo del territorio e ad alimentare le casse del clan.Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi, estorsione, ricettazione, favoreggiamento e accesso illecito a dispositivi di comunicazione da parte di detenuti. L’operazione rappresenta un nuovo duro colpo ai gruppi criminali attivi nell’hinterland a nord di Napoli, dove la Dda e le forze dell’ordine continuano a monitorare gli equilibri camorristici e le attività legate al racket e allo spaccio.

La droga e Putin. Sono stati sequestrate armi e droga, anche in panetti con la caricatura del presidente russo Vladimir Putin, dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna. Documentato in video anche un episodio di estorsione: le immagini inquadrano alcune persone in sella a uno scooter armati di un mitra che sparano sulla serranda di un esercizio commerciale. Sequestrati kalashnikov, fucili di precisione, pistole, una delle quali con silenziatore, e droga di varie tipologie.

 

I NOMI DEGLI INDAGATI 

Nel mirino della procura sono finiti:

Giuseppe Nobile

Alex Pollaro

Antonio Iorio

Antonio Nobile detto topolone

Antonio Nobile detto spiedino

Bruno Bottone

Domenico Di Micco

Francesca Carbone

Gennaro De Luca

Giovanni Forte

Raffaele Iorio

Raffaele Nobile

Giuseppina Marrone

Luciano Santoro

Luigi Gorte

Marika D’Antò

Mauro Marrone

Oreste Giordano

Pasquale Nobile

Salvatore Capone

Salvatore Lami

Stefania Nobile