Porto turistico a Marina di Cassano, il sindaco frena: «Raggiunto il limite di sfruttamento della penisola sorrentina»
SANT'AGNELLO
19 maggio 2026
SANT'AGNELLO

Porto turistico a Marina di Cassano, il sindaco frena: «Raggiunto il limite di sfruttamento della penisola sorrentina»

Il sindaco di Sant’Agnello motiva il no al progetto: «Quel lembo di sabbia rappresenta uno dei pochi spazi ancora pubblici da preservare»
Marco Cirillo

C’è una vecchia fotografia che riaffiora dalla memoria del sindaco Antonino Coppola mentre spiega perché Sant’Agnello ha deciso di fermare il progetto del porto turistico a Marina di Cassano. «Avrò avuto due anni quella estate ed ero seduto su una sedia di legno rosso e verde giù alla spiaggia di Piano», racconta. Un’immagine personale. Che diventa il simbolo di una scelta politica destinata ad accendere il dibattito in Penisola sorrentina.

L’analisi del sindaco. Il Comune di Sant’Agnello ha infatti comunicato alla Società Navigazione Libera del Golfo che il progetto di riqualificazione del borgo di Cassano, nella forma proposta, «non risulta accoglibile». Un intervento da circa 45 milioni di euro, con concessione quarantennale. Che prevedeva nuovi pontili, spazi commerciali e attività ricreative. Coppola chiarisce subito che non si tratta di una chiusura ideologica verso l’iniziativa privata. «Abbiamo riconosciuto la visione strategica imprenditoriale. E apprezzato anche il legame con la nostra terra», spiega. Ricordando però che l’amministrazione è chiamata a valutare prima di tutto «l’interesse pubblico che essa intende perseguire».

Le motivazioni del no. Nel lungo intervento pubblico, il sindaco entra nel merito delle criticità che hanno portato al no. «Quel progetto si è rivelato all’atto della presentazione estremamente impattante per la realizzazione di importanti opere a terra e a mare», sottolinea. Tra gli aspetti che preoccupano maggiormente ci sono la riconfigurazione della spiaggia. L’assenza di uno studio meteo-marino già definito. L’impatto sulla mobilità. E il rischio di trasformare radicalmente l’identità del borgo marinaro. Il piano prevedeva complessivamente 390 posti barca e nuove aree commerciali.

Turismo e fruizione pubblica. Ma proprio l’equilibrio tra sviluppo turistico e diritto alla fruizione pubblica del mare resta il nodo centrale del ragionamento del sindaco. «Il mare per tanti è diventato una chimera. E quel lembo di sabbia rappresenta uno dei pochi spazi ancora pubblici da preservare», afferma Coppola.

Le tariffe agevolate. Da qui anche la difesa delle politiche tariffarie adottate negli ultimi anni per favorire residenti e accessibilità. «Da due anni abbiamo previsto tariffe ridotte anche per i residenti di Piano di Sorrento. Sia per lo stabilimento del Katarì. Sia per la spiaggia pubblica attrezzata. Una scelta rivelatasi giusta per la collettività».

Le tensioni recenti. Nel suo intervento, Coppola respinge inoltre le tensioni nate nelle ultime settimane attorno alla vicenda. «Non c’è stata mai nessuna contrapposizione con l’amministrazione di Piano di Sorrento», precisa. Pur criticando «pressioni, toni e linguaggi poco consoni».

L’identità dei luoghi. La riflessione finale assume quasi il tono di un manifesto politico e territoriale. «La trasformazione della marina e del borgo in un porto turistico rischia di stravolgere l’identità dei luoghi», avverte il sindaco. Fino alla frase che sintetizza la posizione dell’amministrazione. «A molti continua a sfuggire che un equilibrio si è rotto. E il limite di sfruttamento della nostra Penisola, terra unica al mondo, è stato ormai raggiunto».