Scarichi abusivi in mare: sequestrata una falegnameria a Ercolano | VIDEO
Ercolano. I reflui dell’attività finivano direttamente tra gli scogli, senza alcun sistema di depurazione, per poi raggiungere il mare. È quanto hanno scoperto gli uomini della Guardia Costiera di Torre del Greco insieme alla Polizia municipale di Ercolano durante un controllo effettuato in una falegnameria situata a pochi passi dal litorale. L’accertamento è scattato nell’ambito delle verifiche ambientali condotte sul territorio.
I controlli
Secondo quanto emerso dagli investigatori, gli scarichi dell’impresa non erano collegati alla rete fognaria pubblica: le acque reflue venivano convogliate attraverso un canale di scolo lungo alcuni metri e disperse direttamente sulla scogliera.
Per ricostruire il percorso degli scarichi, gli operatori hanno utilizzato la fluoresceina, un tracciante non inquinante impiegato proprio per individuare il tragitto delle acque. Il test avrebbe confermato che i reflui non raggiungevano alcun impianto di trattamento, ma si riversavano direttamente in mare.
Una pratica ritenuta particolarmente pericolosa sotto il profilo ambientale. Lo scarico incontrollato di acque reflue può infatti compromettere l’equilibrio dell’ecosistema costiero, alterando la qualità delle acque marine e contaminando il tratto di costa interessato.
In un’area già esposta alla pressione urbanistica e industriale, anche episodi apparentemente circoscritti rischiano di produrre effetti rilevanti sull’habitat marino e sulla salubrità del litorale.
Sequestro e denuncia
Alla luce delle violazioni contestate, la polizia giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo dell’intera area, estesa per circa 220 metri quadrati.
Il titolare della falegnameria è stato deferito all’autorità giudiziaria di Napoli.
Le attività di controllo, fanno sapere gli organi competenti, proseguiranno nelle prossime settimane sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Napoli e della magistratura, con l’obiettivo di contrastare gli illeciti ambientali e tutelare il fragile equilibrio della fascia costiera vesuviana.
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