Napoli eccellenza, Cardarelli hub europeo per il trattamento delle grandi ustioni
Il Cardarelli di Napoli diventa hub europeo per la formazione medica e infermieristica. Introdotte tecniche innovative per il trattamento dei grandi ustionati. Roberto Fico “un riconoscimento di cui essere orgogliosi”.
Un ruolo strategico
L’ospedale Cardarelli di Napoli diventa hub europeo per la formazione del personale medico e infermieristico per il trattamento dei grandi ustionati. L’annuncio è stato fatto nel corso del convegno “Maxi emergenze grandi ustioni” che ha visto la partecipazione di istituzioni ed esperti a livello nazionale e internazionale. Un riconoscimento di cui- ha sottolineato il presidente della Regione Campania, Roberto Fico- “dobbiamo essere orgogliosi”.
Il Cardarelli assume un ruolo strategico, inserendosi in una rete che collega Aziende sanitarie, Aziende ospedaliere e universitarie. A rendere ancora più significativo questo traguardo è l’impiego di una tecnica innovativa nella cura dei grandi ustionati. La procedura, chiamata debridement enzimatico, utilizza la bromelina, un concentrato di enzimi proteolitici estratto dal gambo dell’ananas. La sostanza, impiegata nelle primissime fasi delle ustioni, consente di intervenire in maniera farmacologica e non chirurgica. La bromelina ha infatti un’azione “selettiva” sul tessuto carbonizzato, lasciando intatti i tessuti sani sottostanti.
L’allarme
È anche alla luce di tragedie come quella di Crans-Montana che si guarda alla fragilità del sistema sanitario “Anche solo 5 grandi ustionati possono mettere in crisi i sistemi sanitari regionali ed è dunque importante avere la disponibilità, giorno per giorno, dei posti liberi da mettere a fattore comune.” Ha evidenziato Fabio Ciciliano, capo del Dipartimento di Protezione civile nazionale.
“Il compito di organizzare e sapere in tempo reale dove sono i posti liberi sarà della Centrale remota per le operazioni di soccorso sanitario del Dipartimento di Protezione civile che ha sede a Pistoia e Torino.” L’obiettivo è avere un’organizzazione logistica definita per dare a questi pazienti le migliori chance di sopravvivenza.
Innovazione
Fondamentali sono anche le nuove tecnologie introdotte nel trattamento di grandi ustioni quali laser, macchine per il linfodrenaggio, terapie compressive e le innovazioni in ambito chirurgico.
“Stiamo mettendo in atto – ha spiegato il professore Franz Wilhelm Baruffaldi-Preis, direttore Centro ustioni del Niguarda di Milano – una serie di interventi microchirurgici dove, per le articolazioni che sono maggiormente compromesse nella funzione, si va a prendere una piccola parte di tessuto sano da un’altra parte del corpo e la si posiziona sull’articolazione facendo delle anastomosi vascolari, cioè ricollegando i vasi di quella sede anatomica con i vasi del lembo che viene preso da un’altra parte del corpo”
L’hub sarà operativo entro fine anno, a riguardo il Direttore generale del Caradarelli, Antonio D’Amore ha dichiarato: “E’ un grande riconoscimento essere hub europeo di formazione per una patologia così specifica e iper-specialistica.”
Il Cardarelli è già un punto di riferimento per il Sud nel trattamento dei grandi ustionati. Con un reparto di Terapia intensiva specificatamente dedicato, 8 posti letto disponibli. Ogni anno sono almeno un centinaio i pazienti con ustioni gravi accolti, con un tempo medio di ricovero di due mesi.

