Napoli, vandalizzata la tomba dello scultore Augusto Perez
Il sepolcro si trova nell’area degli “Uomini illustri” del cimitero di Poggioreale. A denunciare quanto accaduto è stato il professor Eduardo Alamaro che nel 2011, aveva ideato e realizzato un’opera artistica dedicata allo scultore. L’installazione era stata collocata proprio sulla tomba di Perez.
Nei giorni scorsi, però, ignoti hanno portato via tutte le parti metalliche presenti. Dell’opera oggi resta soltanto la struttura principale. Il resto sarebbe stato asportato dai ladri.
La scoperta e la denuncia
A far scattare l’allarme è stato uno studente del professore. «Dopo la segnalazione di un mio allievo ho provveduto subito a comunicare con una Pec l’accaduto al competente ufficio del Comune di Napoli», ha spiegato Alamaro.
Il docente ha poi deciso di rivolgersi anche alle forze dell’ordine. È stata presentata una regolare denuncia ai Carabinieri. «Mi hanno dato poche speranze sul recupero di quanto asportato». Parole che raccontano amarezza e delusione.
Un gesto che colpisce non soltanto una famiglia o un’opera artistica. L’episodio riguarda anche la memoria culturale della città. Augusto Perez è stato infatti uno dei nomi più importanti della scultura contemporanea italiana. La sua presenza nell’area degli “Uomini illustri” rappresenta un riconoscimento del valore artistico e culturale lasciato alla città.
Nella Pec inviata al Comune, Alamaro punta l’attenzione su una questione più ampia. «L’episodio mette ancora una volta in evidenza il degrado dei cimiteri napoletani e la mancanza di controllo dell’area», scrive il professore.
Una considerazione che, secondo Alamaro, sarebbe condivisa anche da numerosi cittadini. Molte persone hanno infatti risposto al suo appello online poiché negli anni non sono mancate segnalazioni simili. Nel grande cimitero cittadino si sono registrati più volte furti di materiali metallici: vasi, cornici e altri elementi decorativi.
Un fenomeno che continua a creare preoccupazione.«Sapevo di questi furti, ma non destavano preoccupazione. La mia opera non era costituita da metallo pregiato. Erano semplici lastre di piombo, ma a quanto pare questo non ha fermato i ladri», conclude Alamaro.
Parole che lasciano emergere tutta la delusione per un episodio che colpisce arte, memoria e patrimonio cittadino.

