Percorso meccanizzato, il futuro della mobilità a Sorrento divide i candidati sindaco
Il progetto del percorso meccanizzato tra Marina Piccola e il cuore di Sorrento continua a dividere il dibattito politico cittadino. L’infrastruttura, finanziata in larga parte dalla Regione Campania, promette di ridisegnare la mobilità urbana. Collegando porto, parcheggi e centro in un sistema più rapido ed efficiente. Ma accanto all’idea di una città più moderna e accessibile, emergono dubbi sull’impatto reale dell’opera. Sulla sostenibilità dei flussi turistici. E sulle priorità per i residenti. Sul tema, i tre candidati sindaco tracciano visioni differenti.
Pinto. Per Ferdinando Pinto il collegamento rappresenta una scelta strategica. Già immaginata durante la sua amministrazione. «Il collegamento meccanizzato tra il centro e il porto non è un’opera accessoria: è uno strumento fondamentale per migliorare la mobilità urbana, gestire meglio i flussi turistici e alleggerire il traffico pesante lungo la strada del porto». Pinto rivendica la genesi del progetto come parte di «una visione precisa» per «rendere più moderna e accessibile Sorrento». Ma pone anche una condizione netta. «Quell’infrastruttura dovrà essere pubblica e gratuita per tutti i cittadini di Sorrento». E aggiunge: «Deve diventare uno strumento utile ai residenti. Non soltanto un servizio pensato per i turisti».
Fattorusso. Favorevole anche Corrado Fattorusso, che lega l’opera alla necessità di decongestionare il traffico urbano. «Quest’opera pubblica consentirebbe di collegare uno dei parcheggi centrali della città con l’area portuale. Che è un’area strategica importante di turismo, di economia e di lavoro». Per il candidato, il percorso meccanizzato rientra pienamente negli obiettivi del suo programma sulla mobilità. «Significa, essenzialmente, decongestionare il traffico interno alla città». E sottolinea come il progetto abbia già superato un passaggio decisivo. «C’è l’approvazione del Piano di fattibilità tecnico-economica. Se le premesse sono di legittimità e c’è autorizzazione a procedere, non possiamo permetterci immobilismo, né tantomeno di perdere un finanziamento di milioni».
Attardi. Di segno opposto la posizione di Raffaele Attardi. Critico sull’impostazione dell’intervento. «Così come è stato progettato non soddisfa le esigenze dei cittadini ma solo degli operatori portuali». Secondo Attardi, per facilitare l’accesso alle spiagge «bastano due ascensori», da realizzare anche attraverso concessioni ai privati. Il candidato contesta soprattutto l’idea che il percorso possa risolvere il nodo traffico. «Il percorso meccanizzato da solo non risolve i gravi problemi della vivibilità della città, anzi rischia di aggravarli». Per Attardi la priorità è regolare i flussi. «Le navi trasporto merci devono sparire al più presto o operare di notte». Mentre «la consegna dei pacchi non può avvenire a tutte le ore». Una linea che sintetizza così: «Bisogna cambiare prospettiva: chi esercita un’attività deve mitigare gli effetti dei flussi che genera».

