A Poggiomarino «La Città Invisibile», al centro legalità e rinascita sociale | IL VIDEO
Non un semplice convegno, ma un momento destinato a lasciare un segno nella coscienza collettiva della città. La seconda edizione de “La Città Invisibile”, inserita nel cartellone degli eventi metropolitani della Città Metropolitana di Napoli e promossa dal Conadi (consiglio nazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza), ha trasformato la Congrega dell’Immacolata di via De Marinis in uno spazio di riflessione profonda sul tema della legalità e della rinascita sociale.
Un appuntamento dal forte valore simbolico, soprattutto in una città come Poggiomarino, sciolta per infiltrazioni mafiose e oggi chiamata a ricostruire fiducia, senso civico e partecipazione. Al centro dell’incontro, dal titolo “Oltre la devianza: percorsi di rinascita”, l’intervento di Don Luigi Merola, da anni impegnato nella lotta contro la criminalità e nell’accoglienza dei giovani a rischio. Le sue parole hanno colpito il pubblico come un’esortazione a non arrendersi all’idea che certi destini siano già scritti.
«Ogni ragazzo può salvarsi – è il messaggio emerso – se trova adulti credibili, istituzioni presenti e comunità capaci di ascoltare». Accanto a lui il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, che ha riportato il tema della legalità sul piano della responsabilità concreta delle istituzioni, sottolineando il valore della prevenzione accanto alla repressione. Ad aprire la mattinata i saluti della viceprefetto e presidente della Commissione Straordinaria, Gabriella D’Orso insieme ai componenti della squadra da diversi mesi al vertice del municipio, che ha richiamato l’importanza di restituire alla comunità luoghi di confronto e crescita in una fase delicata per il territorio.
A colpire è stata soprattutto la partecipazione. Studenti, famiglie, cittadini e associazioni hanno riempito la sala dando vita a un confronto autentico, trasformando l’evento in un laboratorio civile capace di unire generazioni diverse attorno a un’esigenza comune: costruire una città più consapevole e libera.
Durante l’iniziativa è stata inaugurata anche la mostra fotografica “Bambini sperduti”, un percorso visivo intenso e silenzioso dedicato all’infanzia ferita, agli sguardi sospesi e ai sogni spezzati troppo presto. In un territorio segnato da ferite profonde ma deciso a rialzarsi, “La Città Invisibile” ha assunto così il significato di un segnale concreto di ripartenza. Un passo verso una comunità che prova a rendersi finalmente visibile attraverso cultura, memoria e partecipazione.

