Negli studi tv di Metropolis il confronto tra candidati di Ottaviano | IL VIDEO
Confronto negli studi tv tra candidati alla carica di sindaco di Ottaviano. Stefano Prisco e Biagio Simonetti hanno scelto di confrontarsi, Nando Federico e Giorgio Marigliano no.
Avete entrambi due percorso politici molto diversi, quali ragioni vi hanno spinto a candidarvi?
Stefano Prisco: «Sono stato tirato in questa vicenda, ero fermo da ogni attività per motivi personali. Sono stato messo in condizioni di dovere accettare questa candidatura. Anche perché credo nelle cose che abbiamo scritto nel nostro programma: tra queste quelle di dare a Ottaviano una centralità. Dobbiamo cercare di togliere la polvere dalla mia città, si è accumulata negli ultimi 15 anni. E’ una città che non riconosco più, la vedo appannata. Una città che di sera non vive, è vittima del traffico. E’ una città che espelle le attività commerciali e non riesce a dare uno sviluppo industriale. Trent’anni fa venivano decine e decine di persone a Ottaviano, oggi non c’è più nessuno. Oltre alle potenzialità che il territorio offre tra cultura e turismo, bisogna sfruttarle al meglio».
Biagio Simonetti: «La spinta non viene dai partiti, bensì dalle tante persone che hanno visto nel mio lavoro l’inizio di tante attività e idee che in due anni e poco più non abbiamo potuto utilizzare. Abbiamo lavorato per mettere al centro i nostri territori, è necessario uno sviluppo del territorio che tenga conto delle potenzialità di Ottaviano. Mettiamo al centro la cultura, si sono tenuti tantissimi eventi che hanno messo in mostra le nostre bellezze. Spesso la delega al turismo è stata ignorata, penso bisogna andare nella direzione opposta».
Ottaviano ha due simboli: il Vesuvio e il Palazzo Mediceo. E’ un binomio possibile? Come valorizzarlo?
Stefano Prisco: «Il Vesuvio è un simbolo riconosciuto in tutto il mondo. E’ un attrattore enorme, va utilizzato nel modo giusto. Ci sono dei percorsi che sono sotto utilizzati, eppure nei giorni di festa ci sono tantissime persone che accedono al Vesuvio. Per la valorizzazione del Vesuvio penso all’installazione di Infopoint, spesso i nostri turisti girano in una città vuota. Non diamo opportunità ai visitatori di vivere la città. Sul Castello pensiamo di mettere in piedi una fondazione, oggi è una struttura non gestita. Oggi c’è il Parco che chiude il cancello. Dobbiamo renderlo fruibile. Abbiamo delle chiese fantastiche. Abbiamo la tomba di Luigi de’ Medici che oggi è completamente dimenticata. Abbiamo le risorse vanno valorizzate».
Biagio Simonetti: «Palazzo Mediceo è un simbolo storico e di rinascita. Ci sono due punti di vista nel voler ricordare quello che è stata quella struttura. La storia ci serve per ricordare ed evitare errori futuri. Bisogna trasformare gli escursionisti in turisti, cioè gente che resta sul territorio. E’ un processo che sta avvenendo, ma c’è ancora tanto da fare.Bisogna rendere riconoscibili i simboli del nostro territorio. Il Palazzo Mediceo deve essere visitabile, come presidente del Gal ho chiesto che ciò avvenga. Il turismo va sviluppato, penso al turismo diffuso con la struttura dell’Ave Gratia Plena. Eravamo in pieno lavoro, poi ci hanno bloccato. Penso a punti informativi nella stazione Eav».
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Da un lato le bellezze del Vesuvio, dall’altro i limiti che il Vesuvio impone. Ci sono migliaia di pratiche di condono bloccate, cosa proponete?
Biagio Simonetti: «Alcuni dei vincoli sono giusti, ma la zona rossa non può comprendere tutto il territorio. Ho proposto una immediata riattivazione per ottenere uno stralcio funzionale e conciliare vincoli e necessità. Sul condono ci sono da oltre 40 anni circa 4mila pratiche inevase. Abbiamo fatto un bando e abbiamo nominato una commissione per riprendere l’analisi delle pratiche e procedere, ove possibile, al rilascio delle licenze. Non mi risulta che dopo la fine della mia amministrazione si sia riunita la commissione».
Stefano Prisco: «Il problema non può essere affrontato con l’individuazione di commissioni. Credo sia accaduto già tre o quattro volte. L’unica soluzione possibile è quella di affrontare la questione con gli organismi preposti. Attivare un tavolo permanente, avendo un colloquio con l’assessore regionale che è stato sindaco di una città, come Portici, che ha gli stessi vincoli che hanno i nostri territori. Intendiamo affrontare il problema anche attraverso una rivisitazione del PUC».
La città negli ultimi anni è stata attraversata da numerose tensioni legate al problema rifiuti. E’ un tema da affrontare una volta entrati in municipio, da dove partire?
Biagio Simonetti: «Già dal mio insediamento ho dovuto affrontare problematiche molto serie sulle tematiche ambientale. Una situazione ingarbugliata che abbiamo cercato di portare avanti nel modo migliore. La nuova gara è in fase di espletamento, sarebbe utile per i cittadini e per i lavoratori. Monitorare il territorio è importante, è chiaro che non è possibile farlo in ogni angolo della città. Spesso a essere deturpati sono i sentieri, qui serve l’educazione. Bisogna partire dalle scuole e nelle famiglie».
Stefano Prisco: «Il servizio rifiuti funziona perché le percentuali sono confortanti. Tuttavia l’insegnamento nelle scuole è fondamentale. Lo sversamento è soprattutto un fenomeno che riguarda abusivi, penso all’abbandono degli scarti tessili nelle nostre periferie. Pensavo a un sistema di telecamere mobili per rendere il territorio più facilmente controllabile. Educare i cittadini e controllare possono essere soluzioni migliorative. Poi c’è il problema delle aree verdi vanno curati nel modo giusto, anche attraverso l’impiego di maggiori risorse in bilancio».

