Castellammare. Tenta di uccidere il fratello: arrestato
Non un tragico incidente domestico, come inizialmente dichiarato, ma una brutale aggressione al culmine di una lite per questioni ereditarie.…
Tenta di uccidere il fratello per l’eredità: caccia al video che immortala il folle raid in casa. La Procura ha chiesto la perizia informatica su una telecamera trovata nell’abitazione di Luca Cesarino che potrebbe aver ripreso l’aggressione ed eventualmente chiarire ogni dubbio su cosa sia successo nell’appartamento del rione San Marco la sera tra il 6 e il 7 febbraio.
Castellammare. Tenta di uccidere il fratello: arrestato
Non un tragico incidente domestico, come inizialmente dichiarato, ma una brutale aggressione al culmine di una lite per questioni ereditarie.…
L’indagine, coordinata dalla pm Bianca Maria Colangelo e condotta dai carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, ruota attorno a una ricostruzione accusatoria precisa: durante una discussione degenerata per questioni ereditarie legate all’appartamento di famiglia, Cesarino avrebbe colpito il fratello con una sedia di ferro, provocandogli un gravissimo trauma cranico.
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«Non volevo uccidere mio fratello, mi sono spaventato e l’ho colpito con uno schiaffo. Poi lui è caduto e ha…
Un gesto che, secondo gli inquirenti, si inserisce in un contesto di tensione familiare stratificata nel tempo e sfociata in un episodio di estrema violenza. La vittima, soccorsa in condizioni disperate, è stata sottoposta a diversi interventi salvavita e ha affrontato un lungo periodo di ricovero in prognosi riservata. Oggi, pur restando in una fase clinica delicata, sta seguendo un percorso di riabilitazione che segna un lento miglioramento rispetto alla fase più critica immediatamente successiva all’aggressione.
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Di segno completamente opposto la versione fornita dall’indagato. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, Luca Cesarino ha respinto l’ipotesi accusatoria, negando l’utilizzo della sedia come arma e sostenendo una dinamica molto diversa. «Non volevo uccidere mio fratello, mi sono spaventato e l’ho colpito con uno schiaffo. Poi lui è caduto e ha sbattuto la testa», avrebbe dichiarato, descrivendo un momento di forte agitazione degenerato in un gesto istintivo e non volontario.
Una ricostruzione che la difesa, affidata all’avvocato Mariano Morelli, continua a sostenere con decisione. Secondo la linea difensiva, infatti, le lesioni riportate dal fratello sarebbero compatibili anche con una caduta accidentale e non necessariamente con un colpo inferto con un oggetto contundente.
Proprio su questo punto si giocherà una parte rilevante dell’attività istruttoria, con ulteriori approfondimenti tecnici attesi nelle prossime settimane. Sul fronte investigativo, gli inquirenti restano invece ancorati all’impianto accusatorio.
Parallelamente, la Procura sta approfondendo anche il quadro testimoniale, alla luce delle audizioni svolte nei giorni scorsi. In questo contesto si inserisce un ulteriore elemento investigativo: il sequestro di alcune lettere rinvenute dagli inquirenti scritte dal carcere da Cesarino.
Secondo quanto trapela dagli atti, si tratterebbe di scritti indirizzati ad alcuni familiari nei quali l’indagato avrebbe fornito indicazioni ritenute potenzialmente influenti sulle dichiarazioni dei testimoni ascoltati in Procura. Un passaggio che gli investigatori stanno ora valutando con attenzione per verificare eventuali profili di condizionamento della prova testimoniale.
L’intero fascicolo, dunque, si arricchisce di nuovi tasselli: da un lato la possibile prova digitale rappresentata dalla telecamera interna all’abitazione, dall’altro gli elementi documentali e testimoniali già raccolti. Un mosaico ancora incompleto che la Procura dovrà ricomporre per chiarire se si sia trattato di una violenta aggressione volontaria o di una colluttazione degenerata nel contesto di un acceso conflitto familiare per motivi ereditari.