Castellammare, tenta di uccidere il fratello per l’eredità: «L’ho preso solo a schiaffi»
L'INTERROGATORIO
15 aprile 2026
L'INTERROGATORIO
Castellammare, tenta di uccidere il fratello per l’eredità: «L’ho preso solo a schiaffi»
«Non volevo uccidere mio fratello, mi sono spaventato e l’ho colpito con uno schiaffo. Poi lui è caduto e ha sbattuto la testa». Luca Cesarino, 41 anni, è in carcere dalla settimana scorsa con l’accusa di tentato omicidio. Secondo la Procura avrebbe colpito il fratello con una sedia, provocandogli un gravissimo trauma cranico, durante una lite in un appartamento di via Martucci, una stradina del popoloso rione San Marco a Castellammare di Stabia. La vittima, dopo diversi interventi salvavita, è ancora ricoverata in prognosi riservata all’ospedale.
Michele De Feo

«Non volevo uccidere mio fratello, mi sono spaventato e l’ho colpito con uno schiaffo. Poi lui è caduto e ha sbattuto la testa». Luca Cesarino, 41 anni, è in carcere dalla settimana scorsa con l’accusa di tentato omicidio. Secondo la Procura avrebbe colpito il fratello con una sedia, provocandogli un gravissimo trauma cranico, durante una lite. La vittima, dopo diversi interventi salvavita, è ancora ricoverata in prognosi riservata all’ospedale.

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Ieri il 41enne ha fornito la sua versione dei fatti durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Luisa Crasta. Una ricostruzione opposta a quella dell’impianto accusatorio messo in piedi dalla pm Bianca Maria Colangelo e dai carabinieri della compagnia di Castellammare.

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L’uomo, assistito dal penalista stabiese Mariano Morelli, ha riferito di aver avuto una discussione con il fratello, scaturita da un suo stato d’agitazione di fronte alla figlia minorenne. In quei momenti, Cesarino avrebbe raccontato di aver dato uno schiaffo al fratello che, inciampando, avrebbe poi sbattuto violentemente la testa.

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Secondo i carabinieri, però, l’uomo avrebbe colpito la vittima con una sedia di ferro, poi sequestrata. Cesarino, a tal proposito, ha sostenuto che la sedia fosse già rotta da tempo. Ed è proprio sull’«arma» che nelle prossime settimane saranno svolti approfondimenti della scientifica, per verificare la presenza di eventuali tracce ematiche che confermerebbero l’utilizzo dell’oggetto durante la colluttazione.

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Una versione dei fatti su cui la difesa si è concentrata, evidenziando anche un referto medico dell’Ospedale del Mare, nel quale i sanitari hanno dichiarato di non poter stabilire se la ferita cranica riportata dalla vittima sia stata causata da una caduta o da un colpo inferto da terzi.

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Durante l’interrogatorio Cesarino ha risposto a tutte le domande del gip che, dopo due ore e mezza di audizione, ha convalidato l’arresto del 41enne. La vicenda ha avuto inizio due mesi fa, quando la vittima giunse in condizioni disperate al pronto soccorso. Il fratello, che lo accompagnava, parlò inizialmente di una caduta accidentale in casa.

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Tuttavia, nonostante le critiche condizioni cliniche, fu la stessa vittima a trovare la forza di sussurrare la verità ai medici: «Non sono caduto, mi ha aggredito mio fratello con una sedia». Da lì è scattato l’allarme ai militari dell’Arma. Le indagini hanno ricostruito una dinamica agghiacciante.

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L’aggressione sarebbe avvenuta con una sedia metallica, utilizzata per colpire ripetutamente la vittima alla testa. Durante la perquisizione effettuata nell’abitazione dell’indagato, gli inquirenti hanno rinvenuto la sedia, che sarà ora oggetto di rilievi tecnici. Alla base del gesto ci sarebbe un rapporto estremamente conflittuale tra i due fratelli, legato a rivendicazioni economiche.

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Al centro delle liti, l’appartamento dei genitori defunti in cui la vittima risiedeva insieme al fratello indagato. Le indagini hanno inoltre portato alla luce un precedente episodio. A dicembre 2025 si sarebbe verificata una prima aggressione. In quell’occasione, tuttavia, l’uomo avrebbe confidato ai familiari di temere seriamente per la propria incolumità, valutando l’ipotesi di presentare denuncia. Una querela che non sarebbe mai stata formalizzata, proprio a causa dell’ulteriore e quasi fatale violenza subita a febbraio.