Click day e immigrazione clandestina, condannati avvocati e camorristi del Vesuviano
LA SENTENZA
26 maggio 2026
LA SENTENZA

Click day e immigrazione clandestina, condannati avvocati e camorristi del Vesuviano

La sentenza del gup di Napoli sull’inchiesta della Dda e della Polizia di Stato. Smantellata l’organizzazione guidata da tre avvocati tra Nola, Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano: per gli investigatori gestivano un sistema milionario legato a false pratiche per lavoratori stranieri.
Michele De Feo

Raffica di condanne al termine del processo nato dall’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e della Polizia di Stato sul presunto sistema che avrebbe favorito l’immigrazione clandestina attraverso i cosiddetti “click-day”. Il gup di Napoli Luca Della Ragione ha inflitto complessivamente oltre 64 anni di carcere e multe per più di 125mila euro ai venti imputati coinvolti nel procedimento.

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Altri 21 indagati avevano già definito la propria posizione attraverso il patteggiamento con sentenze divenute irrevocabili. Secondo l’accusa, il sistema era guidato da tre avvocati attivi tra San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano e Nola che, sfruttando Caf e società di supporto, avrebbero organizzato un meccanismo capace di generare milioni di euro favorendo l’ingresso illegale di cittadini extracomunitari in Italia.

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Per ogni pratica venivano chiesti anche 10mila euro in cambio dell’inserimento di domande di lavoro fittizie sul portale dello Sportello Unico per l’Immigrazione, utilizzando identità digitali e documentazione riconducibile a imprenditori compiacenti. Le indagini della Squadra Mobile di Napoli erano partite dopo la denuncia di alcuni lavoratori stranieri che avevano raccontato di aver pagato ingenti somme per ottenere il nulla osta all’ingresso in Italia attraverso il sistema dei click-day.

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Nel corso delle investigazioni sono emerse circa 40mila domande ritenute sospette e attualmente sottoposte ad accertamenti. L’operazione coordinata dalla Dda di Napoli (Pm Giuseppe Visone) aveva portato all’esecuzione di 45 misure cautelari: undici arresti in carcere, 23 ai domiciliari e undici misure interdittive o meno afflittive. Tra gli arrestati figurava anche un poliziotto accusato di mettere le proprie competenze informatiche a disposizione dell’organizzazione. Secondo gli inquirenti, il giro di affari sarebbe stato enorme. Nel corso dell’indagine sono stati sequestrati beni per circa due milioni di euro, tra cui anche una Ferrari acquistata da uno dei professionisti ritenuti al vertice del sistema.

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Dalle attività investigative sarebbero inoltre emersi collegamenti con ambienti della criminalità organizzata e in particolare con il clan Fabbrocino. Alcuni esponenti del gruppo camorristico, secondo l’accusa, avrebbero sfruttato i contatti con i Caf coinvolti per entrare nel business e, in alcuni casi, imporre estorsioni.

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Le pene più pesanti sono state inflitte a Towhid Mohammad, condannato a sette anni di reclusione ed euro 16mila di multa, e a Gennaro Maturo, condannato a sei anni di carcere ed euro 4mila di multa con il riconoscimento dell’aggravante mafiosa. Cinque anni di reclusione ed euro 18mila di multa per Vincenzo Sangiovanni, mentre Santolo Di Genua è stato condannato a cinque anni e due mesi di reclusione ed euro 22mila di multa. Condanne anche per Aniello Annunziata, quattro anni e otto mesi di reclusione ed euro 12mila di multa; Gaetano Cola, quattro anni e due mesi ed euro 12mila di multa; Maria Polisi, quattro anni ed euro 14mila di multa; Marco Mohammed, tre anni e dieci mesi ed euro 12mila di multa; Mario Casillo, tre anni e otto mesi di reclusione. Pene più contenute per gli altri imputati coinvolti a vario titolo nell’organizzazione. Tra questi Gabriele Auricchio, Francesco Ferrara, Antonio Perillo e Antonio Romano, tutti condannati a un anno, nove mesi.

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Due anni di carcere invece per Roberto Lombardo e Ashaduz Zaman, mentre Nicola Mariano Boccia, Massimo Centomani e Giuliano Calcinai sono stati condannati a pene comprese tra un anno e otto mesi e un anno e dieci mesi. Il procedimento rappresenta uno dei filoni investigativi più importanti degli ultimi anni sul sistema dei click-day e sul presunto sfruttamento dell’immigrazione clandestina attraverso strutture professionali e imprenditoriali radicate nell’area vesuviana.

 

LE CONDANNE

Aniello Annunziata: 4 anni e 8 mesi di reclusione, 12mila euro di multa

Gabriele Auricchio: 1 anno, 9 mesi e 10 giorni di reclusione, 6mila euro di multa

Nicola Mariano Boccia: 1 anno e 10 mesi di reclusione

Giuliano Calcinai: 1 anno e 8 mesi di reclusione

Mario Casillo: 3 anni e 8 mesi di reclusione, 1.200 euro di multa

Massimo Centomani: 1 anno e 10 mesi di reclusione

Gaetano Cola: 4 anni e 2 mesi di reclusione, 12mila euro di multa

Santolo Di Genua: 5 anni e 2 mesi di reclusione, 22mila euro di multa

Alberto Dragonetti: 1 anno e 8 mesi di reclusione

Gennaro Esposito: 3 anni e 2 mesi di reclusione, mille euro di multa

Francesco Ferrara: 1 anno, 9 mesi e 10 giorni di reclusione, 6mila euro di multa

Roberto Lombardo: 2 anni di reclusione

Gennaro Maturo: 6 anni di reclusione, 4mila euro di multa

Marco Mohammed: 3 anni e 10 mesi di reclusione, 12mila euro di multa

Towhid Mohammad: 7 anni di reclusione, 16mila euro di multa

Antonio Perillo: 1 anno, 9 mesi e 10 giorni di reclusione, 6mila euro di multa

Maria Polisi: 4 anni di reclusione, 14mila euro di multa

Antonio Romano: 1 anno, 9 mesi e 10 giorni di reclusione, 6mila euro di multa

Vincenzo Sangiovanni: 5 anni di reclusione, 18mila euro di multa

Ashaduz Zaman: 2 anni di reclusione