Castellammare. Omicidio Covito, il pm: «Condannate all’ergastolo il boss»
«Destinate il 5 per mille all’oratorio e venite ad aiutarci nelle nostre attività». Scuola calcio gratuita per 200 bambini, doposcuola,…
La direzione distrettuale antimafia ha chiesto il giudizio immediato nei confronti di Luigi Di Martino per essere stato esecutore materiale dell’omicidio di Tomasso Covito, avvenuto a Santa Maria la Carità il 12 novembre del 2000. Di Martino, soprannominato “o profeta”, ritenuto reggente per molti anni del clan Cesarano di Castellammare di Stabia, è attualmente sottoposto al regime del carcere duro.
Castellammare. Omicidio Covito, il pm: «Condannate all’ergastolo il boss»
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Oggi innanzi alla giudice dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Napoli, la dottoressa Girardi, pur avendo già formulato richiesta di rito abbreviato, la difesa ha formulato una questione di inutilizzabilità di tutti gli atti di indagine svolti dopo la clamorosa sentenza di proscioglimento per lo stesso fatto emessa lo scorso 25 settembre.
Camorra. Omicidio Covito, blindate le accuse dell'antimafia
La Cassazione ha bocciato il ricorso presentato dalla difesa del boss Luigi Di Martino alias o'profeta.
Infatti, in totale accoglimento delle articolate e sottili questioni giuridiche introdotte dagli avvocati Dario Vannetiello e Marcello Severino, il giudice dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Napoli, la dottoressa Campanaro, a fronte di una richiesta di condanna all’ergastolo, emise sentenza di non luogo a procedere per Luigi Di Martino.
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Eppure le fonti di prova erano pesanti e numerose: ad accusarlo vi erano i familiari della vittima, ben cinque collaboratori di giustizia ed intercettazioni. Il successo ottenuto dalla difesa fu evidente, accompagnato anche dalla perdita di efficacia della custodia cautelare in carcere, seppur Di Martino rimase detenuto atteso che sta espiando la pena per altri reati.
Castellammare, omicidio Covito: scagionato il boss Luigi Di Martino
Omicidio di Tommaso Covito, scagionato il boss Luigi Di Martino alias ‘o profeta accusato dall’Antimafia di essere l’esecutore materiale del…
Avverso la sentenza di proscioglimento, la Dda propose ricorso per cassazione, ma alla udienza del 25 febbraio la difesa riuscì a resistere alla impugnazione, con conseguente conferma della sentenza di non luogo a procedere da parte della prima sezione della Suprema Corte. Nonostante ciò, nelle more sono state svolte nuove indagini sfociate nella richiesta di un nuovo processo, iniziativa oggi subito contrastata dalla difesa che ha sollevato questione di inutilizzabilità delle recenti investigazioni per plurime ragioni giuridiche. Il giudice si è riservato di decidere sulla rilevante eccezione ed ha rinviato all’udienza del prossimo 10 luglio.