#ANKER, TECNOMANIA
28 Maggio 2026

Eufycam C37, quando la cam di sicurezza è semplice da utilizzare

Video 2K, rotazione a 360 gradi, pannello solare e archiviazione locale per tenere sotto controllo casa senza abbonamenti
Gennaro Annunziata

Il mercato delle videocamere di sicurezza domestiche è diventato fin troppo affollato. Ci sono modelli economici che promettono tutto, prodotti premium che richiedono ecosistemi complessi, videocamere a batteria che vanno ricaricate più spesso del previsto e soluzioni cloud che sembrano convenienti finché non si pagano gli abbonamenti mese dopo mese. In questo contesto, la EufyCam C37 di Anker occupa una posizione piuttosto chiara: è una videocamera da esterno dal prezzo accessibile, senza fili, con alimentazione solare, registrazione locale e qualche funzione intelligente presa in prestito da prodotti di fascia più alta.
Non è una camera professionale, e non vuole esserlo. È pensata per chi deve sorvegliare un ingresso, un balcone, un piccolo giardino, un box auto o una seconda casa senza chiamare un installatore e senza passare cavi. Offre video in 2K, movimento motorizzato Pan & Tilt, copertura a 360 gradi, tracciamento automatico dei soggetti, visione notturna a colori e archiviazione su microSD fino a 256 GB.
La parte interessante, però, non è la scheda tecnica in sé. È capire quanto questo insieme funzioni davvero nella vita quotidiana. Una videocamera smart può avere buone caratteristiche sulla carta, ma se invia notifiche inutili, perde spesso il Wi-Fi o costringe a continue ricariche, diventa presto un fastidio. La C37 non è una soluzione definitiva per ogni scenario di videosorveglianza, ma come dispositivo domestico concreto, è abbastanza completo nonostante alcuni compromessi da conoscere prima dell’acquisto.
La EufyCam C37 ha un design riconoscibile, molto vicino a quello che ci si aspetta da una videocamera da esterno motorizzata. Il corpo è bianco, il modulo ottico è nero, la scocca ha linee morbide e l’insieme appare più funzionale che elegante. Non è una videocamera invisibile. Installata su una parete chiara o sotto una grondaia si nota, e montata su un palo o su una trave diventa ancora più evidente. In ambito sicurezza questo non è necessariamente un difetto, la presenza visibile di una camera può avere anche un piccolo effetto deterrente.
Le dimensioni sono contenute per un prodotto che integra batteria, motori Pan & Tilt e modulo ottico, ma non siamo davanti a una microcamera.
La C37 ha bisogno di un minimo di spazio intorno a sé per muoversi correttamente e per non limitare la rotazione. Va quindi installata con attenzione, evitando angoli troppo chiusi o superfici troppo vicine che finirebbero per ridurne la visuale. La certificazione IP65 consente l’uso all’aperto contro polvere e pioggia, anche se resta preferibile montarla in un punto almeno parzialmente riparato quando la casa lo permette. Non perché sembri fragile, ma perché una videocamera esposta tutto l’anno a sole diretto, acqua e sbalzi termici vive comunque in condizioni più dure.
La plastica è coerente con la fascia di prezzo. Non dà l’impressione di un prodotto premium, ma nemmeno di un dispositivo economico costruito al risparmio. Il modulo motorizzato si muove senza scricchiolii evidenti e la struttura generale appare abbastanza solida. Il supporto da parete è semplice, pratico e consente un montaggio rapido.

Avremmo gradito una soluzione fisica contro eventuali rimozioni rapide, soprattutto se la camera viene installata in un punto facilmente raggiungibile. Non è un problema in un balcone privato o sotto una grondaia alta, ma davanti a un box o in un passaggio comune può diventare un aspetto da considerare.
La confezione include, oltre alla videocamera, il pannello solare separato da 3 W, il necessario per il fissaggio, il cavo per la ricarica e gli accessori di base per l’installazione.

Il pannello separato è una delle scelte più riuscite. Molte videocamere solari obbligano a scegliere tra l’inquadratura migliore e l’esposizione migliore alla luce; qui le due cose possono essere separate. La camera può guardare verso il cancello, mentre il pannello può essere orientato più in alto o lateralmente, fino al punto in cui riceve più sole. È una differenza che nell’uso quotidiano pesa più di quanto sembri.
Manca la microSD, che va acquistata a parte. Considerando che l’archiviazione locale è uno dei punti forti del prodotto, sarebbe stato utile trovarne almeno una di piccola capacità in confezione.

La C37 supporta schede fino a 256 GB, una taglia più che adeguata per una registrazione basata su eventi, ma chi compra la videocamera deve ricordarsi di aggiungere subito una memoria adatta, meglio se progettata per scritture frequenti.

L’installazione è alla portata anche di un utente poco tecnologico. Si fissa la videocamera alla parete, si collega il pannello solare, si accende il dispositivo e si procede con l’app Eufy Security. Il percorso guidato è abbastanza chiaro: associazione alla rete, configurazione iniziale, impostazione delle notifiche, scelta delle modalità di registrazione e regolazione della sensibilità. Non serve particolare competenza tecnica, ma conviene non avere fretta.
La posizione conta molto. La C37 usa il Wi-Fi a 2.4 GHz, scelta comune per dispositivi smart home da esterno perché garantisce una portata migliore rispetto ai 5 GHz, ma la qualità del segnale resta decisiva. Vicino al router o con una rete mesh ben distribuita l’esperienza è stabile. In un box distante, in un cortile separato da muri spessi o in una seconda casa con un router molto economico, la connessione può diventare il primo vero limite. Non è una debolezza specifica di questa camera, ma un vincolo fisico che spesso viene sottovalutato.
L’app Eufy Security offre molte opzioni. Si possono impostare zone di rilevamento, regolare la sensibilità del movimento, scegliere come gestire la visione notturna, controllare lo stato della batteria, accedere alle clip registrate, muovere manualmente la videocamera e modificare il comportamento delle notifiche.
La risposta della diretta video è buona quando la connessione è stabile. Non sempre immediata, soprattutto fuori casa, ma accettabile per una videocamera alimentata a batteria. L’apertura dello streaming richiede qualche secondo e il movimento manuale da remoto ha un piccolo ritardo, più evidente con rete mobile o segnale Wi-Fi non ottimale. Nell’uso reale non compromette il controllo dell’area, ma ricorda che siamo davanti a un prodotto consumer wireless, non a una PTZ professionale cablata.
La configurazione delle notifiche richiede un minimo di pazienza. Se si lascia la camera troppo sensibile, soprattutto davanti a una strada, a un cortile con alberi o a un punto dove passano spesso animali, gli avvisi diventano numerosi. Riducendo l’area di rilevamento e selezionando meglio i soggetti da monitorare, la C37 diventa molto più gestibile. È uno di quei prodotti che migliorano dopo due o tre giorni di aggiustamenti.
La risoluzione 2K è un buon compromesso per una videocamera come questa. Offre un dettaglio superiore al Full HD, senza appesantire troppo batteria, memoria e trasmissione. In piena luce la C37 restituisce immagini nitide, più che sufficienti per riconoscere una persona davanti alla porta, controllare un pacco lasciato all’ingresso, verificare il passaggio di un animale in giardino o capire cosa succede in un vialetto.
Il campo visivo da 127 gradi è ampio ma non esasperato. Non produce quell’effetto grandangolare troppo deformato che si vede su alcune videocamere economiche, e combinato con la rotazione motorizzata permette di coprire una zona più estesa rispetto a una camera fissa. Su un terrazzo o davanti a un cancello, la possibilità di guardare lateralmente cambia l’esperienza: non si è costretti a decidere una volta per tutte quale porzione dello spazio sacrificare.
La resa migliore arriva con luce uniforme. In queste condizioni i colori sono credibili, il dettaglio resta buono e la compressione video non disturba troppo. Le superfici ricche di particolari, come siepi, ghiaia, ringhiere o fogliame, possono perdere definizione quando c’è movimento, ma è un comportamento prevedibile per una camera wireless alimentata a batteria. Sarebbe ingiusto valutarla con lo stesso metro di un sistema cablato pensato per registrazione continua.
Il controluce è più impegnativo. Se la videocamera guarda verso un cancello con il sole basso alle spalle del soggetto, oppure verso una zona molto luminosa rispetto al primo piano, la gamma dinamica mostra qualche limite. I volti restano spesso leggibili, ma non sempre con la precisione ideale. In questi casi l’angolo di installazione fa la differenza: basta inclinare leggermente la camera o spostarla di qualche decina di centimetri per migliorare molto la lettura della scena.
La fluidità è adatta al controllo domestico, non alla cattura perfetta di movimenti rapidi. Una persona che cammina viene seguita bene, un animale che corre vicino alla camera può apparire meno definito, un’auto che passa sullo sfondo viene registrata in modo utile ma non sempre con dettagli minuti. È il classico equilibrio delle videocamere smart che forniscono immagini pensate per capire cosa è successo, più che per produrre una prova video impeccabile in ogni condizione.
Di notte la C37 può lavorare in modalità infrarossi oppure sfruttare il faretto integrato per offrire immagini a colori. La differenza è evidente. In infrarossi la scena diventa più discreta, meno invasiva, adatta a chi non vuole illuminare continuamente un ingresso o un cortile. Con lo spotlight, invece, la camera riesce a conservare informazioni molto più utili, come colore degli abiti, dettagli di un oggetto, presenza di un pacco, sagoma di un animale o di una persona.
La visione notturna a colori in 2K è una delle funzioni più convincenti, purché venga interpretata correttamente. Non trasforma una zona buia in un ambiente perfettamente illuminato, ma rende le registrazioni più leggibili. In un vialetto, davanti a un garage o in un piccolo giardino, il faretto permette di distinguere particolari che in bianco e nero andrebbero persi. La luce integrata ha anche un ruolo deterrente,quando si attiva al passaggio di una persona, comunica chiaramente che l’area è monitorata.
Bisogna però fare attenzione al posizionamento. Se la camera viene montata troppo vicino a una parete chiara, a una ringhiera lucida o a una superficie riflettente, lo spotlight può creare zone sovraesposte e ridurre la leggibilità dello sfondo. La C37 funziona meglio quando ha davanti uno spazio aperto di qualche metro, non quando è compressa in un angolo stretto.
La modalità infrarossi resta utile nelle situazioni in cui non si vuole disturbare. Per monitorare un animale in giardino, controllare un balcone o sorvegliare un passaggio laterale, l’immagine in bianco e nero conserva un buon livello di dettaglio. I soggetti in movimento rapido possono apparire meno definiti, ma per l’uso domestico la qualità è adeguata. La possibilità di scegliere tra infrarossi e colore dà alla videocamera una flessibilità reale, non solo teorica.
La rotazione a 360 gradi è la funzione che cambia di più il modo in cui si usa la C37. Una videocamera fissa obbliga a scegliere un’inquadratura e ad accettarne i limiti. Qui, invece, si può controllare un’area più ampia, seguire un movimento laterale, guardare verso un secondo accesso o verificare una zona che normalmente resterebbe fuori campo.
Il movimento Pan & Tilt è sufficientemente fluido. Non ha la rapidità o la precisione di una PTZ professionale, ma per un contesto domestico funziona bene. Dall’app si può spostare manualmente la visuale e il ritardo resta accettabile, salvo connessioni deboli. L’esperienza migliora molto quandola camera è installata in alto e libera da ostacoli, perché la rotazione può esprimersi senza essere bloccata da muri, travi o sporgenze.
Il tracciamento automatico dei soggetti è utile, soprattutto negli spazi dove una persona non attraversa semplicemente l’inquadratura ma si muove lungo un percorso. Un esempio tipico è il cancello che porta alla porta d’ingresso, oppure il vialetto che passa davanti al garage. La C37 rileva il soggetto, ruota per mantenerlo al centro e registra una clip più completa rispetto a quella che avrebbe prodotto una camera fissa.
Non è infallibile. Se il soggetto si muove molto velocemente, passa troppo vicino alla videocamera o viene coperto da un ostacolo, il tracking può perdere precisione. In alcune situazioni la camera reagisce con un piccolo ritardo, quanto basta per lasciare il soggetto vicino al bordo dell’immagine. Non succede sempre, e nella maggior parte degli scenari domestici il sistema fa il suo lavoro, ma è bene non aspettarsi un inseguimento perfetto in ogni condizione.
La copertura a 360 gradi non elimina automaticamente tutti i punti ciechi. Li riduce, li rende più gestibili, permette di recuperare visuali che una camera fissa non avrebbe. Il risultato finale dipende sempre dall’installazione. Montata bene, la C37 può controllare un’area sorprendentemente ampia. Montata in un angolo sbagliato, resta limitata come qualunque altra videocamera.
Il rilevamento intelligente distingue persone, veicoli e animali domestici. È una funzione importante perché il problema delle videocamere smart non è solo vedere, ma avvisare nel modo giusto. Una camera che invia notifiche a ogni ramo mosso dal vento viene presto silenziata. Una camera troppo prudente rischia invece di non segnalare eventi utili.
La C37 riesce a trovare un equilibrio discreto, ma richiede configurazione. In un giardino con piante, animali e passaggi laterali conviene definire zone di rilevamento precise. Davanti a una strada, è meglio escludere il più possibile l’area pubblica, sia per ridurre gli avvisi inutili che per una questione di privacy. In un ingresso privato, dove il numero di movimenti è più contenuto, il rilevamento diventa più affidabile e le notifiche hanno maggiore senso.
Le persone sono il caso d’uso più solido. La camera riconosce abbastanza bene una figura umana che si avvicina o attraversa l’area monitorata. Gli animali vengono identificati con buona efficacia quando sono ben visibili, meno quando sono piccoli, lontani o parzialmente nascosti. I veicoli vengono rilevati meglio se restano nell’inquadratura per qualche secondo; un passaggio rapido sullo sfondo può essere meno significativo.
Le notifiche arrivano con tempi generalmente buoni, ma sono influenzate dalla qualità della rete e dalla modalità energetica scelta.
Aumentare sensibilità, durata delle clip e frequenza di attivazione rende la videocamera più reattiva, ma consuma più batteria. Ridurre il consumo prolunga l’autonomia, però rende il sistema più selettivo. È una negoziazione inevitabile su una camera wireless.
Le funzioni AI diventano più interessanti quando la C37 viene inserita in un ecosistema Eufy più completo dottato di una base compatibile. Usata da sola mantiene le funzioni essenziali, registra, invia notifiche e segue i soggetti, ma alcune capacità più avanzate risultano più limitate. È un punto importante, perché incide sul prezzo reale per chi vuole sfruttarla al massimo.
La batteria integrata da 6.700 mAh è una delle specifiche più rilevanti della C37. La capacità è generosa per una videocamera consumer, ma l’autonomia reale dipende da molti fattori: numero di eventi registrati, durata delle clip, frequenza con cui si apre la diretta, temperatura, qualità del Wi-Fi e quantità di movimento nell’area sorvegliata.
La C37 non nasce per registrare 24 ore su 24. Lavora soprattutto su eventi, ed è questa impostazione a renderla compatibile con l’alimentazione a batteria e con il pannello solare. In un punto poco trafficato, come un accesso laterale, un balcone o il cortile di una seconda casa, il consumo resta contenuto. In un ingresso molto frequentato, con decine di passaggi al giorno, la batteria scende più rapidamente.
Il pannello solare separato da 3 W è il vero elemento pratico della gestione energetica. Se installato bene, riduce molto la necessità di ricariche manuali. Non basta collegarlo alla camera, va orientato verso la luce, tenuto pulito e posizionato in un punto dove riceva sole diretto per una parte significativa della giornata. Su un balcone esposto male o sotto una copertura profonda il contributo sarà limitato. In una zona ben illuminata, invece, può mantenere la videocamera operativa a lungo con pochissima manutenzione.
La promessa di una videocamera “solare” non va però intesa come autonomia infinita. In inverno, con giornate brevi e cielo coperto, oppure in scenari con molti eventi, la batteria può richiedere attenzione. La C37 può diventare quasi autosufficiente nelle condizioni giuste, ma resta un dispositivo alimentato a batteria. La differenza è che, rispetto a molte videocamere wireless tradizionali, chiede molta meno manutenzione.
L’archiviazione locale è uno dei motivi principali per scegliere la C37. La videocamera registra su microSD fino a 256 GB, senza obbligare l’utente a sottoscrivere un abbonamento cloud. Per molti è un vantaggio concreto: si compra il dispositivo, si aggiunge una scheda di memoria e si conservano le clip direttamente in locale.
La gestione delle registrazioni è semplice. Dall’app si accede agli eventi, si rivedono le clip e si possono salvare quelle importanti. La capacità di 256 GB è più che sufficiente per un uso domestico basato su movimento, soprattutto se le clip non sono troppo lunghe e se la camera non viene installata in un punto con passaggi continui. Conviene scegliere una microSD affidabile, perché le videocamere di sicurezza scrivono spesso e una scheda economica può diventare il punto debole dell’intero sistema.
La registrazione locale ha anche un valore sul piano della privacy. Non significa che ogni rischio sparisca, perché una videocamera connessa resta un dispositivo IoT e va protetta con password robuste, aggiornamenti e una configurazione attenta. Però la possibilità di evitare il cloud obbligatorio è una scelta apprezzabile. I dati restano sotto maggiore controllo dell’utente, e questo in una videocamera puntata su casa propria non è un dettaglio secondario.
Il limite è l’assenza della registrazione continua 24/7. Per l’uso domestico, spesso, le clip su evento bastano. Se vogliamo sapere chi è passato davanti alla porta, quando è arrivato un pacco o cosa ha attivato il sensore durante la notte, la C37 risponde bene. Se invece serve ricostruire ogni minuto di una giornata, monitorare un’attività commerciale o avere una sorveglianza ininterrotta, bisogna guardare altrove, preferibilmente verso sistemi cablati o soluzioni progettate per registrare senza pause.
La C37 si integra con Alexa e Google Voice Assistant, e questo copre una buona parte degli scenari domestici. Si può richiamare la visualizzazione su dispositivi compatibili, usare comandi vocali e inserirla in routine semplici. Non è però una videocamera pensata per chi vive dentro l’ecosistema Apple Home, perché l’assenza di HomeKit resta un limite evidente per quel pubblico.
L’app Eufy Security rimane il centro dell’esperienza. Gli assistenti vocali sono comodi, ma non sostituiscono la gestione principale della camera. Le impostazioni importanti, dalle notifiche alle zone di rilevamento, dalla visione notturna all’archiviazione, passano sempre dall’app. Questo non è necessariamente un difetto: Anker mantiene un ambiente abbastanza coerente e comprensibile, soprattutto per chi ha già altri dispositivi del marchio.
La compatibilità con HomeBase 3 o HomeBase Mini diventa rilevante per chi vuole espandere il sistema. La C37 può funzionare anche da sola, ma alcune funzioni avanzate e una gestione più completa dell’intelligenza artificiale hanno più senso dentro l’ecosistema. Non è una camera che obbliga ad acquistare una base, ma è una camera che cresce meglio se inserita in un sistema Eufy più strutturato.
Per chi vuole una videocamera singola da mettere all’esterno, l’esperienza resta comunque valida. Per chi immagina una rete di più videocamere, sensori e dispositivi di sicurezza, conviene valutare fin dall’inizio la compatibilità complessiva, soprattutto perché non tutti i prodotti Eufy dialogano allo stesso modo con tutte le basi.
La EufyCam C37 arriva con un prezzo di listino di 99,99 euro, ma il posizionamento diventa più interessante quando scende intorno a 79,99 euro. La C37 convince perché non si affida a una sola caratteristica. Non è solo “la camera solare”, non è solo “la camera che ruota”, non è solo “la camera senza abbonamento”. È la somma di queste scelte a renderla sensata. Non è perfetta, ma è concreta. E nella sicurezza domestica consumer, dove spesso le promesse superano l’esperienza reale, la concretezza resta uno dei pregi più importanti.
Gennaro Annunziata