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«I mercati rionali e le fiere rappresentano un pezzo fondamentale dell’economia reale italiana e meritano rispetto». È un messaggio forte quello lanciato da Assoambulanti, l’associazione nazionale di categoria guidata dal presidente Arcangelo Franzese, che interviene nel dibattito sul commercio su aree pubbliche per rivendicare il ruolo sociale ed economico svolto quotidianamente da migliaia di operatori ambulanti.
Secondo l’associazione, il settore continua a essere raccontato attraverso una lettura parziale che non tiene conto delle profonde difficoltà economiche che stanno colpendo le microimprese familiari. Una situazione aggravata dall’aumento dei costi energetici, del carburante e delle spese legate all’attività commerciale, che ha ridotto drasticamente i margini di guadagno di molti operatori. «Dietro ogni banco del mercato – sottolinea Franzese – ci sono famiglie che lavorano duramente per garantire un servizio essenziale ai cittadini. Non si può ignorare il contesto economico che sta mettendo a dura prova l’intero comparto».
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Il mercato come argine all’inflazione
Per Assoambulanti, il commercio ambulante rappresenta oggi uno dei principali strumenti di tutela del potere d’acquisto delle famiglie. Grazie a una struttura organizzativa più snella e a costi fissi inferiori rispetto alla grande distribuzione, i mercati rionali consentono l’accesso a prodotti alimentari e beni di consumo a prezzi spesso più convenienti.Una funzione che assume particolare rilevanza in una fase storica caratterizzata dall’aumento generalizzato dei prezzi e dalla progressiva erosione dei redditi familiari.
Un welfare di prossimità per anziani e famiglie
L’associazione evidenzia inoltre il ruolo sociale svolto dai mercati cittadini, considerati veri e propri punti di riferimento per pensionati, famiglie monoreddito e cittadini in condizioni economiche fragili. Non solo luoghi di acquisto, ma anche spazi di relazione, aggregazione e sostegno alle comunità locali. Una presenza capillare che garantisce servizi e accessibilità soprattutto nei quartieri periferici e nei piccoli centri dove l’offerta commerciale è sempre più ridotta.
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«Microimprese che resistono»
Il tessuto dell’ambulantato italiano è composto prevalentemente da ditte individuali e aziende a conduzione familiare. Realtà che, secondo Assoambulanti, stanno affrontando una delle fasi più difficili degli ultimi anni. «Molti operatori – spiega Franzese – lavorano ormai con margini minimi. La priorità quotidiana è garantire la sopravvivenza dell’impresa e il sostentamento della famiglia. Per questo chiediamo che il settore venga osservato con maggiore equilibrio e conoscenza della realtà».
La richiesta: più rispetto per una categoria essenziale
Assoambulanti ribadisce di sostenere pienamente i principi della legalità, della trasparenza e della corretta contribuzione fiscale, ma chiede che il dibattito pubblico riconosca il valore sociale, economico e territoriale di una categoria che continua a garantire servizi essenziali ai cittadini. «Gli ambulanti – conclude il presidente Franzese – non sono soltanto commercianti. Sono un presidio di prossimità, un sostegno concreto alle famiglie e una componente vitale dell’economia dei territori. Difendere il commercio ambulante significa difendere una parte importante del tessuto sociale italiano».