Torre Annunziata, gettoni e rimborsi: fari della Corte dei Conti sul Comune
Il caso commissioni all’attenzione della Corte dei conti. Dopo mesi di polemiche, richiami e regole mai approvate, si apre ora…
Avrebbero risparmiato sui servizi destinati ai migranti ospitati nei centri di accoglienza per destinare parte dei fondi pubblici a spese personali, tra viaggi, soggiorni e acquisti di lusso. È questa l’accusa al centro dell’inchiesta della Procura regionale della Corte dei Conti per la Campania che ha portato la Guardia di Finanza di Benevento a notificare otto inviti a dedurre ad altrettanti soggetti, tra cui alcuni ex funzionari della Prefettura di Benevento. Il danno erariale contestato ammonta a circa 1,3 milioni di euro e riguarda la gestione dei centri di accoglienza riconducibili al consorzio “Maleventum” nel periodo compreso tra il 2014 e il 2018.
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L’indagine contabile trae origine da un procedimento penale avviato anni fa e culminato lo scorso 21 aprile con una sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Benevento. Nel mirino degli investigatori sono finiti Paolo Di Donato, ritenuto amministratore di fatto e dominus del consorzio, insieme agli amministratori e rappresentanti legali che si sono succeduti negli anni: Renza Fusco, Elio Ouechtati, Giuseppe Caligiure e Giovanni Pollastro. Tra i destinatari degli atti figurano anche alcuni ex funzionari della Prefettura di Benevento. In particolare, a Felice Panzone, all’epoca addetto alla gestione dei centri di accoglienza, viene contestato di aver avvisato preventivamente i responsabili delle strutture dell’arrivo degli ispettori attraverso veri e propri “alert” e di non aver attivato le procedure sanzionatorie previste a fronte delle irregolarità riscontrate. Contestazioni analoghe riguardano anche gli ex dirigenti dell’Area Immigrazione della Prefettura, Maria Rita Circelli e Giuseppe Canale.
Secondo gli accertamenti della Guardia di Finanza, tra il 2014 e il 2018 il consorzio avrebbe ricevuto oltre 20 milioni di euro provenienti dal Ministero dell’Interno, attraverso la Prefettura di Benevento, per garantire l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale. Le verifiche effettuate nei centri hanno però fatto emergere un quadro ritenuto estremamente critico: carenze igienico-sanitarie, sovraffollamento, insufficienza di beni e servizi essenziali, standard di sicurezza inadeguati e numerose violazioni degli obblighi previsti dai capitolati d’appalto.
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Secondo la Procura contabile, il denaro risparmiato attraverso la riduzione dei servizi destinati agli ospiti sarebbe stato utilizzato per finalità estranee all’accoglienza. Tra le spese contestate figurano acquisti presso boutique di prestigiose firme della moda internazionale come Hermès, Chanel e Prada, oltre a viaggi, soggiorni e trasferimenti di denaro a familiari del presunto gestore di fatto del consorzio. Gli inviti a dedurre rappresentano un passaggio preliminare del procedimento davanti alla Corte dei Conti e consentiranno agli interessati di presentare le proprie controdeduzioni prima dell’eventuale avvio dell’azione di responsabilità per il recupero delle somme contestate.L’inchiesta riporta al centro dell’attenzione il tema della gestione dei fondi pubblici destinati all’accoglienza dei migranti e del controllo sull’utilizzo delle risorse stanziate dallo Stato per garantire servizi adeguati ai richiedenti asilo ospitati sul territorio.