Ballottaggio a Ottaviano, Prisco si defila dall’apparentamento
POLITICA
1 giugno 2026
POLITICA

Ballottaggio a Ottaviano, Prisco si defila dall’apparentamento

Candidato sindaco di Pd e PsI chiarisce: «Non ho accettato alcun accordo»
Giovanna Salvati

A Ottaviano, a pochi giorni dal ballottaggio che deciderà il nuovo sindaco tra Biagio Simonetti e Ferdinando Federico, arriva una presa di posizione che scuote gli equilibri politici della città. Stefano Prisco, candidato del centrosinistra rimasto escluso assieme a Giorgio Marigliano, ha pubblicato un manifesto che è molto più di un ringraziamento: è una dichiarazione d’identità, un atto politico e un messaggio diretto ai suoi elettori.

Nel testo, Prisco parla agli “ottavianesi” con un tono misurato ma fermo, rivendicando il percorso costruito con una coalizione che ha riportato il centrosinistra in Consiglio comunale dopo anni di assenza. Ricorda il lavoro svolto, la partecipazione ai comizi, il sostegno di dirigenti locali e regionali del Partito Democratico e del Partito Socialista Italiano, simboli che hanno accompagnato la sua candidatura. Sottolinea come il risultato ottenuto — migliaia di voti, un consenso che lo ha portato “a un passo dal ballottaggio” — rappresenti un patrimonio politico e umano che non può essere disperso né barattato. Il passaggio centrale del manifesto è netto: Prisco annuncia di aver respinto le proposte di apparentamento arrivate dopo il primo turno.

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E aggiunge, con altrettanta chiarezza, che non darà indicazioni di voto per il ballottaggio. Una scelta che rompe la tradizione delle trattative dell’ultima ora, spesso decisive nei comuni al voto, e che affida agli elettori la piena libertà di orientarsi secondo coscienza.Il messaggio è costruito con cura: il voto, scrive Prisco, «è troppo importante per poter essere indirizzato da altri verso qualcuno». Una frase che suona come una presa di distanza da logiche di scambio e accordi sottobanco, e che allo stesso tempo restituisce dignità politica al suo elettorato, chiamato a scegliere in autonomia chi ritiene più credibile tra i due sfidanti rimasti in corsa. Il manifesto non è però un addio. Prisco assicura che il progetto politico nato attorno alla sua candidatura continuerà a vivere in Consiglio comunale, dove il centrosinistra torna a sedere con una rappresentanza che mancava da tempo.

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Promette un’opposizione vigile, costruttiva, guidata — dice — «solo dall’interesse di Ottaviano e degli ottavianesi». Una promessa che lascia intendere che la partita politica non si chiude con il ballottaggio, ma si sposta nelle aule istituzionali, dove si giocherà il futuro equilibrio della città. La scelta di non schierarsi né con Simonetti né con Federico arriva in un clima già teso, segnato da giorni di trattative, telefonate, pressioni e tentativi di ricomposizione. In questo contesto, il manifesto di Prisco rappresenta una linea di demarcazione: nessun accordo, nessuna indicazione, nessun trasferimento di pacchetti di voti. Solo la libertà degli elettori. Una posizione che potrebbe avere un peso significativo sull’esito finale, considerando che Prisco ha raccolto un consenso pari a quello di un vero e proprio terzo polo cittadino.

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Ma il candidato del centrosinistra sceglie di non entrare nel gioco dei pronostici e di non orientare il destino del ballottaggio. Preferisce ribadire un metodo: trasparenza, autonomia, coerenza. Il manifesto si chiude con una firma semplice, “Stefano Prisco”, accompagnata dai simboli delle liste che lo hanno sostenuto.