Castellammare | Stop ai colloqui: «Il boss comanda anche dal 41 bis»
CAMORRA
3 giugno 2026
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Castellammare | Stop ai colloqui: «Il boss comanda anche dal 41 bis»

Accolto il ricorso dell’Antimafia contro Michele Onorato. I giudici: «Non può avere contatti con i familiari affiliati»
Michele De Feo

Anche dal regime del carcere duro il boss del clan del rione Moscarella Michele Onorato potrebbe dare ordini agli affiliati all’esterno del carcere. E’ quello che sostiene la Direzione Distrettuale Antimafia che ha ottenuto dalla Corte di Cassazione lo stop alle telefonate tra il pluripregiudicato di Castellammare di Stabia e la moglie, Carmela Zurlo, anche lei in cella, in regime di massima sicurezza,  dove sta scontando una condanna per associazione camorristica perchè ritenuta la cassiera dell’organizzazione criminale retta dal marito.

Lo scontro in tribunale

Michele Onorato aveva chiesto di poter effettuare una telefonata con la moglie. La richiesta era stata inizialmente respinta dalla Casa Circondariale di Sassari (dove Onorato è detenuto al regime del carcere duro) e che aveva vietato il contatto tra i due. Onorato aveva quindi presentato, attraverso i suoi legali, il reclamo al Magistrato di sorveglianza di Sassari, ma anche in quel caso il diniego era stato confermato. Successivamente, però, il Tribunale di Sorveglianza di Sassari ha ribaltato la decisione, accogliendo l’impugnazione del boss detenuto e ritenendo possibile autorizzare la telefonata tra i due coniugi, pur nel rispetto delle misure di controllo previste.

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Contro questa decisione ha presentato ricorso alla corte di Cassazione il Ministero della Giustizia, sostenendo che l’autorizzazione fosse illegittima. In particolare, secondo il Ministero, il regime del 41-bis prevede forti limitazioni ai contatti proprio per evitare comunicazioni con ambienti criminali esterni e interni al carcere. Inoltre, nel caso specifico, entrambi i coniugi sarebbero coinvolti nella medesima indagine, circostanza che renderebbe il colloquio potenzialmente rischioso.

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Il ricorso faceva leva anche su altri punti: il parere negativo espresso dalla Direzione Distrettuale Antimafia, la presunta impossibilità di autorizzare comunicazioni tra due detenuti (e non con familiari liberi) e il dubbio che la semplice registrazione della telefonata possa essere sufficiente a neutralizzare eventuali rischi per la sicurezza. Gli Ermellini hanno accolto il ricorso del Ministero disponendo una nuova udienza al Tribunale di Sorveglianza.

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Le inchieste

Michele Onorato, classe 1964, alias ‘o pimontese, è finito al 41 bis nell’estate del 2024 insieme al figlio Silviero. I due, nonostante fossero entrambi detenuti in carcere, utilizzando diversi telefoni avrebbero retto il clan di Moscarella, organizzazione criminale con roccaforte nel rione alla periferia est stabiese e autonoma alle due storiche consorterie della città: i clan D’Alessandro e Cesarano.

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Dalla cella avrebbero ordinato decine di estorsioni, coordinato il traffico di droga e l’approviggionamento di armi dell’organizzazione criminale. Il tutto avvalendosi di alcuni fedelissimi che eseguivano le loro direttive. Nell’aprile del 2024 scattarono gli arresti. Undici misure cautelari in tutto tra cui figurava anche Carmela Zurlo.

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Da quanto ricostruito dagli agenti del Sisco- la sezione investigativa della polizia di Stato- Michele e Silviero Onorato avrebbero riorganizzato il clan approfittando del vuoto di potere lasciato in città dal clan Cesarano che nell’estate del 2023 era stato decapitato dall’Antimafia con decine di arresti. A seguito dell’inchiesta la Dda ottenne dal Ministero della Giustizia il via libera al carcere duro per i due boss che sono stati condannati (con sentenza passata in giudicato) a 13 anni di carcere ciascuno.