Castellammare, Il pentito vuota il sacco: «Così i D'Alessandro avevano le soffiate sugli appalti»
Finivano direttamente sulle scrivanie dei boss del clan D’Alessandro le carte dei grossi appalti del Comune di Castellammare. Se la…
Armi, traffico di cocaina e una guerra silenziosa per il controllo di una delle piazze di spaccio. È su questo scenario che si concentrano le indagini dei carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia, impegnati da settimane a ricostruire i nuovi assetti criminali emersi dopo l’ultimo maxi blitz che ha decapitato il clan D’Alessandro. Al centro dell’attività investigativa ci sono i quartieri Cicerone, Savorito e Moscarella, aree considerate storicamente strategiche per gli interessi della criminalità organizzata.
Castellammare, Il pentito vuota il sacco: «Così i D'Alessandro avevano le soffiate sugli appalti»
Finivano direttamente sulle scrivanie dei boss del clan D’Alessandro le carte dei grossi appalti del Comune di Castellammare. Se la…
Ma è soprattutto nel rione Cicerone che gli investigatori stanno concentrando l’attenzione, nel tentativo di comprendere chi abbia raccolto l’eredità criminale lasciata vacante dagli arresti eseguiti negli ultimi mesi. Proprio nell’ambito di uno dei servizi di controllo finalizzati a verificare alcuni elementi emersi dall’inchiesta, i militari hanno effettuato accertamenti nei confronti di Attilio Di Somma, pregiudicato del quartiere ritenuto vicino agli ambienti del clan D’Alessandro. L’uomo avrebbe tentato di sottrarsi ai controlli, cercando la fuga e colpendo uno dei carabinieri impegnati nell’operazione. L’episodio si è concluso con l’arresto di Di Somma per resistenza a pubblico ufficiale.
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Dopo la convalida davanti al giudice del Tribunale di Torre Annunziata, l’uomo, assistito dall’avvocato Francesco Schettino, è stato rimesso in libertà con l’applicazione dell’obbligo di firma. La sua posizione viene seguita con particolare attenzione dagli investigatori. Di Somma è infatti il genero di Massimo Mirano, alias “’o Maccarone”, considerato dagli inquirenti il capozona per conto della cosca di Scanzano del rione Cicerone e arrestato nel novembre scorso nell’ambito del maxi blitz che ha colpito il clan D’Alessandro.
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Nella stessa indagine, Di Somma risulta indagato a piede libero per estorsione e associazione mafiosa. Per la Dda avrebbe svolto per conto del clan D’Alessandro attività estorsive sui cantieri edili aperti nella zona del Cicerone. Secondo gli investigatori, proprio dopo l’arresto di Mirano si sarebbe aperta una fase di profonda ridefinizione degli equilibri criminali all’interno del quartiere. Un riassetto che avrebbe inevitabilmente prodotto tensioni tra gruppi interessati al controllo delle attività illecite e, in particolare, del traffico di stupefacenti. Non è un caso che negli ultimi mesi le forze dell’ordine abbiano intensificato le operazioni proprio tra Cicerone e Savorito.
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Le perquisizioni eseguite nella scorsa primavera avevano portato al sequestro di due pistole calibro 9 con matricole abrase, decine di cartucce e ingenti quantitativi di droga tra hashish, marijuana e cocaina. Un quadro che aveva confermato la disponibilità di armi e sostanze stupefacenti in quartieri da tempo al centro dell’attenzione investigativa. La nuova attività dei carabinieri si inserisce dunque in una strategia più ampia di monitoraggio del territorio. L’obiettivo è comprendere come si stiano ridefinendo gli assetti criminali dopo gli arresti eccellenti degli ultimi mesi e verificare eventuali tentativi di riorganizzazione delle piazze di spaccio.