Boscoreale, blitz dei carabinieri in un garage: sequestrati 2 chili di hashish, tre arresti
Sventata una compravendita all’ingrosso di un ingente quantitativo di droga in un garage della periferia di Boscoreale. Il blitz dei…
Avrebbero minacciato e aggredito un ex collaboratore di giustizia costringendolo ad abbandonare la propria abitazione e a trasferirsi fuori regione insieme alla famiglia. Per questo i Carabinieri della Compagnia di Maddaloni hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone, emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di violenza privata aggravata e continuata in concorso, detenzione e porto di arma da fuoco, contestati con l’aggravante del metodo mafioso.
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L’indagine, condotta dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Maddaloni tra aprile e giugno, ha consentito di ricostruire una serie di episodi di intimidazione e violenza ai danni dell’ex collaboratore di giustizia e dei suoi familiari. Secondo quanto emerso dalle investigazioni, gli arrestati si sarebbero presentati presso l’abitazione della vittima e, dopo averla minacciata e colpita al volto con il calcio di un’arma da fuoco, l’avrebbero costretta a lasciare la casa insieme al proprio nucleo familiare. Le pressioni non si sarebbero fermate lì. Successivamente, infatti, analoghe minacce sarebbero state rivolte anche ai parenti dell’ex collaboratore di giustizia per convincerli ad accettare una somma di denaro in contanti dal valore simbolico come presunta compensazione per l’occupazione abusiva dell’immobile da parte di altri soggetti.
Incastrata la banda che rapinava bengalesi: nei guai 4 giovani di Striano, due sono minori
Otto rapine, di cui tre tentate, messe a segno tra gennaio e febbraio ai danni di cittadini bengalesi. È il…
Le risultanze investigative hanno portato la Direzione distrettuale antimafia di Napoli a richiedere le misure cautelari, poi accolte dal giudice per le indagini preliminari. I quattro indagati sono stati trasferiti in carcere in attesa degli ulteriori sviluppi dell’inchiesta. Come previsto dalla legge, le accuse dovranno essere verificate nel corso del procedimento e gli indagati sono da considerarsi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva.